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Il grosso problema di Purano è il cementificio.
Partito in sordina intorno al 1960, con scavi di "assaggio" e acquisto di terreni da persone che cercavano altrove di che vivere, si è
insediato definitivamente nel 1975 con l'ottenimento della concessione
mineraria concessa dal ministero dell'industria. Non sono valse a nulla le
proteste di gran parte della popolazione, compresa l'allora amministrazione
comunale, di associazioni ambientaliste, dei Coltivatori Diretti, di
personaggi illustri come il giornalista Silestri. Nemmeno una legge dello
stato che dichiarava tutta la Valpolicella zona di grande interesse storico
fu rispettata.
Sono passati 25 anni e attorno a Purano sono sparite colline come Barbiaghe,
e Giarole, sono spariti vigneti e chilometri di muri a secco, per anni si
sono sentiti i rumori delle mine e delle ruspe. Qualcosa è cambiato anche
nella gente, forse rassegnazione, ma ora non se ne parla volentieri; pure
l'amministrazione comunale ha trovato più conveniente venire a patti, tanto
"non si può dire di nò". Così il 2000 ha portato una nuova concessione per
altri 25 anni e più. |
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