{"id":1162,"date":"2012-11-03T15:03:44","date_gmt":"2012-11-03T14:03:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=1162"},"modified":"2012-11-03T15:17:03","modified_gmt":"2012-11-03T14:17:03","slug":"larena-del-18-dic-2006","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/storia\/tempio-della-dea-minerva\/larena-del-18-dic-2006\/","title":{"rendered":"L&#8217;Arena del 18 dic. 2006"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tempio della Dea Minerva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal giornale L&#8217;Arena<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">luned\u00ec 18 dicembre 2006 provincia pag. 14<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marano. La Soprintendenza ai beni archeologici di Verona ha in programma una serie di scavi alla ricerca dei resti del santuario dedito ai culti delle divinit\u00e0 pagane<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mistero del monte Castelon<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Comune cerca il tempio di Minerva e chiede aiuto ai cittadini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marano. Il Comune alla ricerca del tempio perduto. Tra storia e leggenda, sul monte Castelon, iniziano gli scavi per sollevare il velo di mistero dall\u2019antico tempio dedicato al culto di Minerva Augusta, sui cui ruderi oggi sorge la chiesetta di Santa Maria Minerbe. Sospeso tra terra e cielo, in posizione dominante sulla pianura, il Castelon \u00e8 luogo magico, ideale a scatenare nell&#8217;immaginario collettivo miti e leggende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/minerva\/images\/dsc_1232.jpg\" data-lbwps-width=\"430\" data-lbwps-height=\"640\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/minerva\/images\/dsc_1232.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/minerva\/images\/dsc_1232.jpg\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"384\" \/><\/a>Leggende che nascono comunque da elementi reali, se \u00e8 vero che ormai \u00e8 storicamente assodato che qui in epoca romana si venerava Minerva e che nel medioevo gli scaligeri avevano un castello, anche se le ultime notizie certe sul sito risalgono agli scavi della prima met\u00e0 del \u2019800.<br \/>\nUna lacuna culturale che sta ora per essere colmata dalla soprintendenza ai beni archeologici di Verona che, sollecitata dal Comune maranese, ha in programma una serie di scavi alla ricerca di nuovi elementi.<br \/>\n\u00abIl merito dell\u2019iniziativa\u00bb, premette il sindaco di Marano, Simone Venturini, \u00ab\u00e8 della locale pro loco e della sua grande opera di divulgazione, che sta sollevando crescente interesse tra la gente, soprattutto sulla storia del tempio a Minerva\u00bb.<br \/>\nIl Castelon \u00e8 un cocuzzolo che domina le valli di Marano e Fumane, abitato fin dalla preistoria. Il suo legame con i popoli di un passato ormai lontano, il mito del tempio pagano, i ruderi del castello medievale, la posizione isolata, la sua elevazione, ne fanno un luogo ricco di fascino che per la gente \u00e8 motivo di suggestione.<br \/>\n\u00ab\u00c8 un luogo pi\u00f9 vicino al cielo che alla terra, dove la storia cristiana si \u00e8 innestata senza soluzione di continuit\u00e0 su quella pagana\u00bb, commenta Venturini.<br \/>\n\u00abC\u2019\u00e8 qualcosa di misterioso ed affascinante lass\u00f9, che stimola ed attrae chiunque conosca il luogo. Anche per questo l\u2019amministrazione \u00e8 interessata ad andare oltre la leggenda. La soprintendenza proprio nei giorni scorsi ci ha assicurato che a dicembre partir\u00e0 una ricognizione finalizzata ad individuare strutture archeologiche, di et\u00e0 romana e medievale, riferibili al santuario a Minerva o al castello\u00bb. Per cercare per\u00f2 \u00e8 importante conoscere e a tale scopo gli archeologi chiamano i maranesi e chiunque abbia vissuto, sentito o visto qualcosa, a collaborare.<br \/>\n\u00abCerchiamo persone che conoscano il luogo\u00bb, spiega il sindaco. \u00abIn questi giorni ho parlato con diversi concittadini e molti di loro avevano una storia da raccontare. C\u2019\u00e8 ad esempio chi parla di una statuetta ritrovata e poi scomparsa, o chi ricorda di gallerie nelle quali in giovent\u00f9 si addentrava. In effetti pare che le gallerie sotto la chiesetta siano pi\u00f9 realt\u00e0 che mito. Un contadino ci sarebbe caduto addirittura col trattore, arando i campi. I pi\u00f9 anziani poi non hanno dubbi in merito\u00bb.<br \/>\n\u00c8 verosimile che il tempio di Minerva potesse avere una parte in elevazione e una interrata; e non \u00e8 quindi escluso che i cunicoli siano ci\u00f2 che resta di quest\u2019ultima. Ma anche il castello, presumibilmente, era dotato di vie di fuga sotterranee. \u00abTutti questi elementi insomma, fanno ritenere che se sul Castelon si cerca, qualcosa si trova\u00bb, continua Venturini.<br \/>\n\u00abFaccio appello a tutte le persone che ricordano qualcosa, di contattare il Comune di Marano e mettere a disposizione dei tecnici le loro testimonianze\u00bb. Quello che oggi si conosce sul tempio di Minerva risale addirittura al 1836, quando lo studioso veronese Giovanni Gerolamo Orti Manara effettu\u00f2 una serie di scavi archeologici, incuriosito sia dal toponimo (Minerbe), sia dai ritrovamenti fatti da alcuni contadini, che portarono alla luce qualche angusto ambiente e un portico di quello che appariva come un tempio pagano.<br \/>\n\u00abLa principale conferma che l\u2019edificio messo in luce dall\u2019Orti Manara fosse realmente un santuario\u00bb, assicura Cristina Bassi, coautrice del libro &#8220;Marano di Valpolicella&#8221;, edito nel \u201999 a cura del Comune, della Banca della Valpolicella e del Centro di documentazione per la storia della Valpolicella, \u00abvenne dalla scoperta di un consistente numero di iscrizioni sacre, tra le quali una lastra che definisce l\u2019edificio fanum, cio\u00e8 un santuario extraurbano. La distruzione del tempio potrebbe risalire ai tempi dell\u2019imperatore Onorio (quarto secolo) e probabilmente \u00e8 stata provocata da un disastroso incendio, come attesta un livello di carboni e cenere trovato a contatto del pavimento\u00bb.<br \/>\nBassi prosegue: \u00ab\u00c8 possibile che l\u2019abbandono sia avvenuto a causa della distruzione intenzionale a opera di cristiani che volevano in questo modo cancellare i luoghi sacri pagani\u00bb. Ma la gente di allora non aveva fatto i conti con la gente di oggi. Il tempio perduto potrebbe tornare a nuova vita quasi duemila anni dopo quel rogo purificatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianfranco Riolfi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempio della Dea Minerva Dal giornale L&#8217;Arena luned\u00ec 18 dicembre 2006 provincia pag. 14 Marano. 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