{"id":1167,"date":"2012-11-03T15:08:29","date_gmt":"2012-11-03T14:08:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=1167"},"modified":"2012-11-03T15:16:09","modified_gmt":"2012-11-03T14:16:09","slug":"la-statuetta-trova-le-sue-origini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/storia\/tempio-della-dea-minerva\/la-statuetta-trova-le-sue-origini\/","title":{"rendered":"La statuetta trova le sue origini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tempio della Dea Minerva<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MARANO DI VALPOLICELLA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DAL GIORNALE L&#8217;ARENA DEL 09 DICEMBRE 2010<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La statuetta trova le sue origini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agnese Ceschi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fanciullo alato in bronzo risale al 100 avanti Cristo ed \u00e8 conservato al Museo archeologico di Verona La sua storia \u00e8 stata ricostruita grazie a una lettera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bronzetto che si \u00e8 scoperto appartenere al sito di Monte Castelon. Una statuetta di bronzo, datata circa 100 a.C, raffigurante un fanciullo alato, che fino a pochi mesi fa era di \u00abprovenienza ignota\u00bb, ora ha trovato la sua origine.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/statuetta.gif\" data-lbwps-width=\"221\" data-lbwps-height=\"248\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/statuetta.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/statuetta.gif\" alt=\"\" width=\"155\" height=\"174\" \/><\/a>Il reperto si trova al Museo archeologico di Verona e grazie a una curiosa vicenda si \u00e8 scoperto appartenere al sito del Monte Castelon, dove recentemente sono stati scoperti i resti dell&#8217;antico Tempio di minerva, al quale per\u00f2 la statuetta sembra non appartenere. Tutto ha origine da una lettera, datata inizio Novecento e appartenente ai cimeli di famiglia di un cittadino di marano, Domenico Tommasi. Alcuni mesi fa Tommasi porta la lettera al Sindaco Simone Venturini. \u00c8 un carteggio autografo del direttore del Museo Civico di Verona, Pietro Sgulmero, che nel 1905 ringraziava un suo avo per il dono di \u00aboggetti di bronzo\u00bb provenienti dal sito del Monte Castelon. Chiedendo tra la popolazione si scopre ben presto che \u00e8 nota tra gli anziani del paese la \u00ableggenda\u00bb della famosa statuetta. Una statuetta rinvenuta sepolta nel terreno vicino alla chiesetta di Santa Maria Valverde in coppia con una versione femminile: un bambino e una bambina. La curiosit\u00e0 per questa scoperta \u00e8 tale che viene avviata una ricerca al Museo Archeologico di Verona.<br \/>\nPotrebbe essere la ricerca di un ago nel pagliaio dei molti reperti conservati, se la statua non avesse un tratto distintivo: \u00e8 un fanciullo evirato. La statuetta aveva infatti subito questa sorte perch\u00e9 all&#8217;epoca era stato ritenuto indecoroso mostrarla in pubblico. Il reperto rappresenta un amorino o erote, un fanciullino con le ali, figlio dell&#8217;amore adulterino di Venere e di Marte. Siamo nel mondo romano e l&#8217;amorino, motivo ricorrente fin dall&#8217;epoca ellenistica, \u00e8 rappresentato mentre vola o corre, con un braccio portato in avanti, dentro al quale ha un oggetto frammentario, probabilmente una fiaccola. \u00c8 alato e ha sul petto una collana intrecciata che si trova anche su altre divinit\u00e0 bambine.<br \/>\nSfatata per\u00f2 \u00e8 l&#8217;idea che la statuetta appartenesse al tempio di minerva, recentemente portato alla luce grazie a un progetto di scavo promosso dal Comune di marano e al finanziamento della Regione. Il motivo \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 nessuna attestazione di eroti donati a santuari, non \u00e8 infatti il tipo di statuetta che funziona in un contesto religioso.<br \/>\nMargherita Bolla, dirigente del Museo archeologico al Teatro Romano, dove sono presenti oltre alla statuetta altri resti provenienti dal sito del Monte Castelon, iscrizioni appartenenti al tempio di minerva e un&#8217;ara in calcare veronese, racconta: \u00ab\u00c8 una statuetta di circa 9 centimetri, complessivamente ben conservata, nonostante una frattura, infatti le manca un piede. Presenta alcune incrostazioni, che verranno tolte con un restauro, ma che sono tracce preziose e potenzialmente indicative del contesto di origine\u00bb.<br \/>\nSulla statuetta sono rimaste infatti tracce di carbone, perci\u00f2 \u00e8 ipotizzabile che l&#8217;edificio in cui si trovava fosse stato interessato da un incendio e che sia quello che ne ha causato il seppellimento. A questo punto sorge una curiosit\u00e0, che funzione aveva la statuetta? \u00abQueste sono statuette che si possono trovare in una larario privato, l&#8217;insieme di divinit\u00e0 che il pater familias decideva di raccogliere in una nicchia all&#8217;interno della casa perch\u00e9 riflettevano la sua religiosit\u00e0 e ad esse veniva tributata adorazione\u00bb, continua l&#8217;esperta. All&#8217;interno dei larari privati l&#8217;amorino era una figura di accompagnamento, presumibilmente con un altro speculare esattamente identico. Facevano da cornice alle altre statuine e portavano la luce, ma non possiamo dire se questa luce era rappresentata da una fiaccola simbolica o se invece la mano dell&#8217;amorino fungeva fisicamente da supporto su cui inserire una candela.<br \/>\nAdesso a distanza di quasi cento anni su quella statuetta \u00e8 possibile cambiare la dicitura \u00abprovenienza ignota\u00bb. Dalla data della donazione nel 1905, le vicissitudini storiche che hanno colpito il museo, le due guerre e la perdita di molto materiale e catalogazioni, hanno fatto s\u00ec che non gli sia rimasta appesa addosso n\u00e9 la data n\u00e9 la provenienza. Ora \u00e8 possibile farlo. E l&#8217;altra statuetta femminile di cui si parla? Potrebbe essere di un&#8217;altra divinit\u00e0 appartenente allo stesso larario. Ma purtroppo non abbiamo molti indizi, l&#8217;unica traccia che possa aiutare a trovarla tra i numerosi reperti presenti al Museo Archeologico sono le incrostazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempio della Dea Minerva MARANO DI VALPOLICELLA DAL GIORNALE L&#8217;ARENA DEL 09 DICEMBRE 2010 La statuetta trova le sue origini Agnese Ceschi Il fanciullo alato in bronzo risale al 100 avanti Cristo ed \u00e8 conservato al Museo archeologico di Verona La sua storia \u00e8 stata ricostruita grazie a una lettera Il bronzetto che si \u00e8 &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/storia\/tempio-della-dea-minerva\/la-statuetta-trova-le-sue-origini\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":1158,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1167","page","type-page","status-publish","hentry","nodate","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1167"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1175,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1167\/revisions\/1175"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1158"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}