{"id":124,"date":"2012-10-04T00:24:35","date_gmt":"2012-10-03T22:24:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=124"},"modified":"2026-04-26T11:49:15","modified_gmt":"2026-04-26T09:49:15","slug":"campel","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/contrade\/marano\/campel\/","title":{"rendered":"Campel"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading\">La propriet\u00e0 fondiaria nella valle di Marano<\/h2>\n<p>La propriet\u00e0 fondiaria cittadina era presente sin dall\u2019alto Medioevo nella valle di Marano: chiese cittadine, monasteri, famiglie laiche. La sostanziale tranquillit\u00e0 che caratterizza questo appartato territorio, non attraversato da vie di comunicazione importanti e raramente interessato da guerre, favorisce i progressi della propriet\u00e0 dei veronesi nel basso Medioevo; progressi che sono per\u00f2 molto lenti.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignleft is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/marano\/campel-01.jpg\" data-lbwps-width=\"640\" data-lbwps-height=\"480\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/marano\/campel-01.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 250px;\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/marano\/campel-01.jpg\" alt=\"Campello 01\" \/><\/a><\/figure>\n<p>La genericit\u00e0 di queste affermazioni \u00e8 purtroppo una scelta obbligata. Nell\u2019esaminare questo fenomeno fondamentale (per la storia della Valpolicella non meno che per la storia della citt\u00e0 di Verona), dobbiamo infatti affidarci a impressioni, a sensazioni. Nella documentazione veronese non esistono fonti di tipo catastale (come quelle senesi o fiorentine del Tre e Quattrocento) che ci permettano di misurare i fenomeni connessi alla propriet\u00e0 e alla gestione della terra.<\/p>\n<p>Tuttavia, \u00e8 significativo che ancora nel Seicento \u2013 quando le fonti ci consentono di dare un quadro preciso della distribuzione del possesso fondiario \u2013 risulti chiaramente che, appena si sale di quota, la propriet\u00e0 cittadina cala drasticamente. Essa (e con essa l\u2019insediamento di villa) predomina, anche in et\u00e0 moderna, solo nel fondovalle.<\/p>\n<p>Solo in modo lento e parziale, dunque, i proprietari cittadini imposero, nella collina veronese, quelle scelte che in altre regioni d\u2019Italia si rivelano piuttosto diffuse sin dal Trecento: si allude al processo di ricomposizione fondiaria e alla modernizzazione dei contratti agrari, con l\u2019introduzione di patti a breve scadenza di tipo mezzadrile.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image alignright is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?da_image=6744\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 120px;\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/marano\/campel.gif\" alt=\"Campel GIF\" \/><\/a><\/figure>\n<p>\u00c8 possibile esemplificare questa lenta evoluzione con il caso del podere di <strong>Campello<\/strong>, presso Marano (1430 circa). Il proprietario, Pietro Salerni, appartiene a un ramo laterale di un\u2019importante famiglia del patriziato, illustrata in quegli stessi anni dal famoso umanista Gian Nicola. Egli soggiorna a lungo a Marano: pu\u00f2 pertanto stipulare con i suoi laboratores un contratto che ha s\u00ec una scadenza lunghissima (trent\u2019anni!), ma che presenta anche caratteristiche spiccatamente mezzadrili. La quota padronale dei prodotti \u00e8 infatti la met\u00e0 per il vino e le olive, un terzo per i cereali e i legumi.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>Particolare attenzione \u00e8 rivolta alla vinificazione: i coltivatori devono \u00abuvam bullire facere et torculare et demum reponere et colocare in vaselis et veietibus ipsorum locatorum, qui vaseli et veietes debent aptari per ipsos conductores\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<figure class=\"wp-block-image alignleft is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/marano\/campel-02.jpg\" data-lbwps-width=\"700\" data-lbwps-height=\"525\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/marano\/campel-02.jpg\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 300px;\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/marano\/campel-02.jpg\" alt=\"Le vecchie fontane\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le vecchie fontane<\/figcaption><\/figure>\n<p>Vent\u2019anni pi\u00f9 tardi (1450), il nuovo contratto stipulato da Nicola Salerni con Pietrobono del fu Michele da Marano per il podere di Campello ha sempre una durata piuttosto lunga (12 anni) e conserva alcune caratteristiche gi\u00e0 viste. La novit\u00e0, estremamente importante, sta nell\u2019accuratezza delle clausole, tutte ora minutamente messe per iscritto.<\/p>\n<p>Per esempio, il laborator deve consumare sul podere il letame e la paglia ivi prodotti, piantare le viti deficienti, ha l\u2019obbligo di risiedere con tutta la famiglia e di fare tre carreggi a Verona. Si vanno definendo dunque quei rapporti di lavoro e quelle forme contrattuali \u2013 ma anche quelle consuetudini di familiarit\u00e0 e di condivisione di vita fra proprietari e lavorenti \u2013 che per molti aspetti caratterizzeranno la Valpolicella sino al Novecento.<\/p>\n<p>[g.m.v.]<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=332\">Vescovo mons. Amari<\/a><\/p>\n<div class=\"map-container\" style=\"margin-bottom: 20px;\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 0;\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/embed?pb=!4v1777196582270!6m8!1m7!1sZNYFixnFTt15bdGj9GdGPQ!2m2!1d45.55908841630695!2d10.91677236875234!3f29.69!4f-11.409999999999997!5f0.7820865974627469\" width=\"600\" height=\"450\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<h4>1. Origini medievali delle propriet\u00e0<\/h4>\n<ul>\n<li>Le terre risultano in origine legate ai <strong>Castelbarco<\/strong>, famiglia imparentata con <strong>Federico della Scala<\/strong>, conte della Valpolicella.<\/li>\n<li>Nel 1328 alcuni beni in <em>ora Campelli<\/em> e <em>ora Pischeria<\/em> vengono concessi in locazione da membri dei Castelbarco.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>2. L\u2019arrivo dei <strong>Salerno<\/strong><\/h4>\n<ul>\n<li>Famiglia ricca e influente della contrada veronese di <strong>Santa Cecilia<\/strong>.<\/li>\n<li>Possedevano una cappella nella basilica di <strong>Santa Anastasia<\/strong>.<\/li>\n<li>Il ramo rilevante \u00e8 quello di <strong>Pietro Salerno<\/strong> e della moglie <strong>Fiornovella (Trentinella)<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>3. I beni descritti nei documenti del Quattrocento<\/h4>\n<ul>\n<li>Inventario dell\u2019eredit\u00e0 di Fiornovella (1448) e divisione tra i figli <strong>Bonaventura<\/strong> e <strong>Nicol\u00f2<\/strong> (1449).<\/li>\n<li>Le propriet\u00e0 comprendono:\n<ul>\n<li>case \u201cmurate, coppate e solarate\u201d,<\/li>\n<li>cortivi, portici, colombare,<\/li>\n<li>terreni arativi e prativi,<\/li>\n<li>vigne, oliveti, saliceti,<\/li>\n<li>fontane e fossati,<\/li>\n<li>toponimi specifici: <em>fovea niciolariorum<\/em>, <em>bina opiorum<\/em>, <em>Palada da i pomari rossi<\/em>, <em>pratum moscatellarum<\/em>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h4>4. La contrada <strong>Olmo<\/strong><\/h4>\n<ul>\n<li>Inizialmente considerata parte di Campello.<\/li>\n<li>Documentata come entit\u00e0 distinta nell\u2019inventario del 1448.<\/li>\n<li>Nel 1492 si registra una divisione tra i discendenti dei due rami Salerno.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>5. Contratti agrari e gestione dei poderi<\/h4>\n<ul>\n<li>Nel 1450 \u00e8 attestato un contratto mezzadrile con il colono <strong>Pietrobono<\/strong>, molto dettagliato: obblighi di residenza, manutenzione, viticoltura, trasporti, ripartizione dei frutti.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>6. Persistenza della propriet\u00e0 fino al XVIII secolo<\/h4>\n<ul>\n<li>I Salerno mantengono i beni (Campello, Olmo, Peschiera, Casaletto, Campo Ravario, Vaio del Fo) fino al 1757.<\/li>\n<li>Successivamente passano ai <strong>Lorenzi<\/strong> e poi ai <strong>Buella<\/strong>, noti droghieri e speziali veronesi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div data-testid=\"chat-page\">\n<div data-testid=\"chat-page\">\n<h3><strong>Cronologia essenziale<\/strong><\/h3>\n<ul>\n<li><strong>1328<\/strong> \u2013 Prime attestazioni: beni in <em>ora Campelli<\/em> e <em>ora Pischeria<\/em> concessi in locazione dai <strong>Castelbarco<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>1430 ca.<\/strong> \u2013 Podere di Campello in mano a <strong>Pietro Salerni<\/strong>; contratto agrario trentennale con caratteristiche mezzadrili.<\/li>\n<li><strong>1448<\/strong> \u2013 Inventario dell\u2019eredit\u00e0 di <strong>Fiornovella (Trentinella)<\/strong>, moglie di Pietro Salerno.<\/li>\n<li><strong>1449<\/strong> \u2013 Divisione dei beni tra i figli <strong>Bonaventura<\/strong> e <strong>Nicol\u00f2 Salerno<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>1450<\/strong> \u2013 Nuovo contratto agrario (Nicola Salerni \u2013 Pietrobono), durata 12 anni, clausole dettagliate.<\/li>\n<li><strong>1492<\/strong> \u2013 Ulteriore divisione tra i discendenti dei due rami Salerno.<\/li>\n<li><strong>XVII secolo<\/strong> \u2013 Persistenza della propriet\u00e0 cittadina nel fondovalle.<\/li>\n<li><strong>Fino al 1757<\/strong> \u2013 I beni restano ai <strong>Salerno<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Dopo il 1757<\/strong> \u2013 Passaggio ai <strong>Lorenzi<\/strong>, poi ai <strong>Buella<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"pointer-events-none absolute bottom-0 w-full\">\n<div>\n<div data-testid=\"composer-contextual-drawer\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"pointer-events-none absolute bottom-0 w-full\">\n<div>\n<div data-testid=\"composer-contextual-drawer\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La propriet\u00e0 fondiaria nella valle di Marano La propriet\u00e0 fondiaria cittadina era presente sin dall\u2019alto Medioevo nella valle di Marano: chiese cittadine, monasteri, famiglie laiche. La sostanziale tranquillit\u00e0 che caratterizza questo appartato territorio, non attraversato da vie di comunicazione importanti e raramente interessato da guerre, favorisce i progressi della propriet\u00e0 dei veronesi nel basso Medioevo; &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/contrade\/marano\/campel\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":76,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-124","page","type-page","status-publish","hentry","nodate","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/124","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=124"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6877,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/124\/revisions\/6877"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/76"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}