{"id":332,"date":"2012-10-10T21:45:53","date_gmt":"2012-10-10T19:45:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=332"},"modified":"2012-10-19T21:41:46","modified_gmt":"2012-10-19T19:41:46","slug":"monsignor-giuseppe-amari","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/storia\/volti-di-marano\/monsignor-giuseppe-amari\/","title":{"rendered":"Monsignor Giuseppe Amari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">PASTORE. Dal 1992 alla morte, nel 2004, una palazzina donata alla diocesi ospit\u00f2 il prelato<br \/>\nPiccola parrocchia di campagna ma con un vescovo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianfranco Riolfi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/contrade\/marano\/amari.2.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"1068\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/contrade\/marano\/amari.2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/contrade\/marano\/amari.2.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"641\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monsignor Giuseppe Amari dopo aver organizzato la venuta di Giovanni Paolo II a Verona si ritir\u00f2 \u00abda pensionato\u00bb in paese<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marted\u00ec 06 Aprile 2010 PROVINCIA,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Monsignor Amari, il vescovo e un maranese come tanti. Giuseppe Amari, vescovo di Verona, un uomo di fede, di cultura e di stile. Nato il 18 settembre 1916 tra il Po e la piatta geografia mantovana, veronese d\u2019adozione perch\u00e9 inviato sulla cattedra di san Zeno, dopo avere lasciato il governo pastorale aveva scelto di ritirarsi in Valpolicella. Qui, tra i su e gi\u00f9 di Marano, dove, unica lementela da mantovano, \u00abandare in bicicletta \u00e8 difficile\u00bb, mor\u00ec domenica 8 agosto 2004 con il conforto di quella che ormai era diventata la sua gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era arrivato in paese il 27 settembre 1992, dopo avere consegnato il pastorale ad Attilio Nicora, oggi cardinale a Roma. Per quella che doveva essere la sua pensione, anche se poi in realt\u00e0 ha servito la diocesi di Verona per molti anni, aveva scelto la pace di una casa ereditata come dono dalla diocesi. Una palazzina senza pretese fuori dal capoluogo, sulla strada che sale verso Torbe, da dove si dominano la Valpolicella dei vigneti e del vino e, pi\u00f9 lontana, la Bassa segnata dai pioppeti, dalle acque dei fossi e dei grandi fiumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da l\u00ec, a mezza strada tra monti e pianura, s&#8217;intravede anche Verona, da dove Amari guid\u00f2 la diocesi dal 1978 al 1992 \u00abcon umanit\u00e0 stile e nobilt\u00e0\u00bb, come ebbe a ricordare il suo successore Nicora, ma anche con arguzia e una buona dose di ironia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1990 il vescovo si era pubblicamente offerto come ostaggio ai rapitori al posto di Patrizia Tacchella, figlia di Imerio, re dei jeans Carrera, sequestrata da settimane. Il giornale satirico [FIRMA]Verona Infedele, diretto dal geniale Cesare Furnari, dedic\u00f2 la copertina ad Amari, raffigurato sotto il titolo \u00abPrendete me!\u00bb con treccine e orsacchiotto di peluche. Tutto poi fin\u00ec bene: i banditi, una banda di mezzi balordi, vennero scoperti e Patrizia fu liberata dalla polizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, intanto, la copertina aveva indignato molti benpensanti. Non Amari. Colse l\u2019occasione della prima intervista all\u2019Arena per dichiarare che Verona Infedele, lui, \u00abl\u2019aveva gi\u00e0 perdonata\u00bb. Cos\u00ec il mese successivo quegli infedeli se ne uscirono con un nuovo slogan sotto la testata: \u00abL\u2019unico giornale ufficialmente perdonato dalla diocesi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Amari metteva ironia anche nella quotidianit\u00e0. Ricorda Linda Spada, del mulino che si trova davanti alla ex casa del vescovo: \u00abSuccedeva che la macina si bloccasse per la rottura di qualche cinghia. Allora tra mio zio e mio fratello volava qualche parola di troppo. Un giorno il vescovo pass\u00f2 davanti al mulino proprio durante uno di questi alterchi. Naturalmente la cosa ci cre\u00f2 non poco imbarazzo. Ma lui, con la sua consueta pacatezza, sorrise: \u201cQuando si lavora le parole sono tutte confessate e perdonate\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IRONIA Ironico, affabile e curioso. \u00abEntrava nel negozio e si interessava delle sementi, degli ortaggi, delle cipolle, dei tempi di semina o di come concimare\u00bb, continua Linda Spada. \u00abFaceva vita di paese e come tutti qui si preoccupava della salute dei compaesani o dell&#8217;andamento del tempo in funzione del raccolto. Diceva messa quando il parroco don Espedito Albarello era impegnato. Sapeva farsi voler bene. A chi non lo conosceva si presentava come \u201cun parrocchiano di don Espedito&#8221;\u00bb. La porta della casa vescovile era aperta a chiunque. \u00abNon ha mai mandato via nessuno, trovava sempre una parola o il modo di aiutare. Andava a cresimare o a officiare in tuttala provincia. Ladomenica sera quando rientrava a Marano talvolta suonava il campanello per salutarmi e mi diceva: \u201cQuando arrivo a San Floriano comincio a respirare l&#8217;aria di casa\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi tre anni di soggiorno in Valpolicella furono segnati da una grave malattia. Il segretario, don Calisto Barbolan, e le suore Amabile e Amalia lo hanno amorevolmente accudito fino alla sua morte. L&#8217;infermiera Roberta Zardini con il suo collega Fabrizio Zanotti erano incaricati di assisterlo. \u00abMonsignor Amari ha affrontato la malattia con dignit\u00e0\u00bb, sottolinea l\u2019infermiera, \u00abaccettando la sua condizione con grande serenit\u00e0\u00bb. Quella grande serenit\u00e0 che aveva accompagnato il suo lungo cammino apostolico, tra fedeli e infedeli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PASTORE. 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