{"id":3591,"date":"2020-07-25T12:26:48","date_gmt":"2020-07-25T10:26:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=3591"},"modified":"2020-07-25T12:26:49","modified_gmt":"2020-07-25T10:26:49","slug":"marano-la-capitale-della-bicicletta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/storia\/volti-di-marano\/marano-la-capitale-della-bicicletta\/","title":{"rendered":"Marano, la capitale della bicicletta"},"content":{"rendered":"\n<p>Il sindaco di Marano, Giuseppe Zardini, da un po\u2019 di tempo sta portando avanti un\u2019idea. Erigere all\u2019ingresso del territorio comunale il \u00abMonumento alla bicicletta\u00bb, in bronzo, nella rotonda di Rugolin. Del resto, \u00e8 caso unico in Italia &#8211; e forse al mondo &#8211; che un Comune di tremila abitanti, dove tutti sono mezzi parenti e i cognomi si ripetono, vanti contemporaneamente tre ciclisti professionisti, tre campioni, tre atleti vincenti: Davide Formolo, Edoardo Zardini e Giovanni Lonardi. \u00abTre nativi di famiglie maranesi doc\u00bb, sottolinea con orgoglio il sindaco, \u00abche quest\u2019anno potrebbero ritrovarsi insieme al Giro d\u2019Italia. Lo speriamo\u00bb. Giovanni Lonardi, 23 anni, velocista della Nippo Fantini, nel suo primo anno da professionista si \u00e8 gi\u00e0 messo in mostra con alcune vittorie nei Tour di Taiwan e di Thailandia. Edoardo Zardini della Neri Sottoli, 30 anni, amante delle fughe da lontano, nel 2014 ha conquistato tappe importanti nel Giro del Trentino e nel Tour of Britain. E infine il campione d\u2019Italia in carica: Davide Formolo, 27 anni, appena acquisito dall\u2019Uae Emirates. L\u2019anno scorso \u00e8 salito sul podio della Liegi-Bastogne-Liegi, ha trionfato a Barcellona nell\u2019ultima tappa del Giro di Catalogna, e in giugno, con quaranta chilometri di fuga solitaria, ha agguantato il titolo nazionale, ereditando la maglia tricolore dal concittadino Elia Viviani. Ce n\u2019\u00e8 abbastanza per mobilitare l\u2019intera Marano, e non solo, in un tifo indiavolato. Dai bambini ai nonni, tutti in paese seguono con trepidante passione le gesta degli eroi maranesi su due ruote. Chi si cimenta in maratone televisive per seguire tappa su tappa al circolo parrocchiale Noi, chi organizza autobus e relative cucine da campo per portare supporto emotivo sui percorsi di gara; chi appende striscioni su ringhiere e poggioli, e chi dedica ai beniamini etichette di vini (gi\u00e0 stappato lo ZardoAmarone). PER STRADA. \u00ab\u00c8 una goduria, la domenica, vedere i nostri tre talenti che vanno insieme a sgranchirsi le gambe sulle nostre strade, bench\u00e9 ormai capiti di rado: sono sempre in giro per il mondo\u00bb, esclama il sindaco Zardini. Quando sfila il trio, lungo la strada \u00e8 un continuo sbracciarsi. E con un colpo di clacson li saluta anche l\u2019anziano prete, don Luigi Accordini, 91 anni: li ha tenuti tutti e tre a battesimo, quello cristiano, e a Formolo ha personalmente aggiunto pure un nomignolo profano, \u00abel Rocia\u00bb, per sottolineare sia il nerbo del ragazzo sia la sua provenienza dalla contrada San Rocco. IL SEGRETO. La domanda sorge spontanea: qual \u00e8 il segreto di Marano da cui si origina una cos\u00ec alta concentrazione di campioni? Sar\u00e0 forse il buon vino \u00abche fa sangue\u00bb, scherza qualcuno. Sar\u00e0 \u2013 ipotizza qualcun altro \u2013 che, da Valgatara in su, il territorio comunale \u00e8 in salita, un\u2019ottima palestra, tra l\u2019altro adiacente alla Lessinia, paradiso dei ciclisti. Spiega infatti Giuseppe Degani, maranese, docente di Lettere in pensione del vicino liceo Primo Levi, grande appassionato di ciclismo nonch\u00e9 studioso della storia di questo sport, che dal 1989 al 2000 \u00e8 stato presidente provinciale della Federazione ciclistica italiana: \u00abL\u2019amore collettivo per i pedali, da noi, risale ad almeno un secolo fa, quando nel 1920 si inaugur\u00f2 la gara paesana intorno al circuito detto \u201cdelle sette fontane\u201d\u00bb. Dagli anni Cinquanta in poi, nel vivaio maranese sono fioriti Luigi Ugolini di Prognol, il celebre G\u00eca, di cui Eberardo Pavesi, direttore sportivo e vincitore di 4 Giri d\u2019Italia a inizio \u2019900, diceva: \u00abSe c\u2019\u00e8 un corridore in grado di emulare Coppi, quello \u00e8 Ugolini\u00bb; e poi Luciano Conati, vincitore nel 1976 di una tappa al Giro d\u2019Italia; Mirko Allegrini, diverse vittorie fra i dilettanti e professionista dal 2005 al 2008. LE NUOVE LEVE. All\u2019orizzonte c\u2019\u00e8 gi\u00e0 chi corre forte: Federico Tampelin, 16 anni, cugino di Lonardi, ha gi\u00e0 vinto decine di gare nelle giovanili, cui si aggiunge il giovanissimo Ismaele Tezza, una promessa con ottimi piazzamenti. \u00abMa soprattutto\u00bb, sottolinea il professor Degani, \u00abqui c\u2019\u00e8 un terreno umano fertile. Pap\u00e0 e zii mettono i bambini in sella gi\u00e0 da piccoli. Senza pressioni, per divertirsi\u00bb. Storie simili. \u00abA esser sinceri, mio figlio fino ai 16 anni ha giocato a calcio\u00bb, confessa Paolo Lonardi, pap\u00e0 di Giovanni, \u00abimprovvisamente ha cambiato strada, forse seguendo l\u2019esempio mio e di mio fratello, che abbiamo sempre pedalato\u00bb. Formolo andava a vedere le gare di suo fratello Jonathan, che correva per l\u2019Ausonia, \u00abpoi ha deciso di entrare nella squadra anche lui\u00bb, racconta il padre Livio. Vittorio Zardini, zio di Edoardo e titolare della storica trattoria Da Bepi, ricorda emozionato \u00abl\u2019esplosione di gioia collettiva quando mio nipote pass\u00f2 nei professionisti. Alla cronometro di Brentonico c\u2019era tutto il paese di Marano che lo aspettava lungo il percorso\u00bb. E ora? Bisogna restare affamati. Davanti c\u2019\u00e8 un\u2019annata di sfide importanti, per tutti. Marano continua a pedalare, sperare, sognare e\u2026 tifare. \u2022  da l&#8217;Arena 01.02.2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sindaco di Marano, Giuseppe Zardini, da un po\u2019 di tempo sta portando avanti un\u2019idea. Erigere all\u2019ingresso del territorio comunale il \u00abMonumento alla bicicletta\u00bb, in bronzo, nella rotonda di Rugolin. 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