{"id":640,"date":"2012-10-23T21:27:29","date_gmt":"2012-10-23T19:27:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=640"},"modified":"2012-10-23T22:17:58","modified_gmt":"2012-10-23T20:17:58","slug":"organo-giorgio-carli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/parrocchie-2\/parrocchia-di-marano\/organo-giorgio-carli\/","title":{"rendered":"Organo Giorgio Carli"},"content":{"rendered":"<h3>l\u2019Organo nella Liturgia<br \/>\ndon Andrea Ronconi, parroco<\/h3>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parrocchie\/marano\/organo\/organo1.jpg\" data-lbwps-width=\"346\" data-lbwps-height=\"390\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parrocchie\/marano\/organo\/organo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parrocchie\/marano\/organo\/organo1.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"234\" \/><\/a>\u201cNella Chiesa latina si abbia in grande onore l\u2019organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono \u00e8 in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti\u201d.<br \/>\nCon queste parole il Concilio Vaticano II, nel testo della Costituzione Sacrosantum Concilium, esprime il valore ed il significato dell\u2019organo, nel contesto della riflessione sulla liturgia nella Chiesa.<br \/>\nRitengo che le due sottolineature, per quanto essenziali, del testo conciliare, ci aiutino a disporci a celebrare il ventennale della realizzazione dell\u2019organo a canne della nostra Chiesa parrocchiale. Anzitutto tale strumento \u201caggiunge notevole splendore alle cerimonie della Chiesa\u201d. Se la liturgia, sempre come ricorda il Concilio, \u00e8 \u201cfonte e culmine di tutta la vita cristiana\u201d, ben comprendiamo come la cura dell\u2019azione liturgica, il decoro delle celebrazioni, la bellezza dell\u2019accompagnamento musicale siano elementi imprescindibili, al fine di compiere devotamente l\u2019opera di Dio. Non \u00e8 quindi ricerca di uno splendore fine a se stesso, ovvero ostentazione esteriore di magnificenza effimera. \u00c8 invece espressione di un cuore che sa aprirsi alla lode, sa elevare le proprie invocazioni, sa cantare la gioia di riconoscersi popolo amato dal Signore. Ed essendo noi cristiani una comunit\u00e0 credente, non soltanto singoli individui, l\u2019accompagnamento musicale e quindi il canto corale del popolo di Dio diventano elementi unificanti, che fondono in armonia i le voci e le menti, facendo di molte persone un cuor solo e un\u2019anima sola.<br \/>\nIn secondo luogo l\u2019organo a canne, pi\u00f9 di altri strumenti, favorisce il dinamismo spirituale, \u201celevando potentemente gli animi a Dio ed alle cose celesti\u201d. Esso esalta la verticalit\u00e0, sottolinea la dimensione soprannaturale della fede cristiana, orienta il cuore e la mente del credente al cielo.<br \/>\nPiace ricordare, a conclusione, l\u2019antica antifona, che celebrava la santit\u00e0 di Cecilia, patrona del canto sacro.<br \/>\nDa tale breve testo, possiamo comprendere l\u2019importanza della musica, come elemento di elevazione spirituale e di lode al Creatore. \u201cCantantibus organis, Cecilia virgo in corde suo soli Domino decantabat dicens: fiat Domine cor meum et corpus meum inmaculatum ut non confundar\u201d<br \/>\n(Mentre suonavano gli strumenti musicali, la vergine Cecilia cantava nel suo cuore soltanto per il Signore, dicendo: Signore, il mio cuore e il mio corpo siano immacolati affinch\u00e9 io non sia confusa). Insieme agli angeli ed ai santi, anche noi, fatti voce di tutto il creato, eleviamo oggi e per tutta la nostra vita la lode a Dio: eterna \u00e8 la sua misericordia!<\/h4>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><span style=\"font-size: large;\">l\u2019Organo: fasi preparatorie e\u00a0realizzazione dello strumento\u00a0<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<h6><strong><span style=\"font-size: large;\">Giorgio Carli \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0settembre 2011<\/span><\/strong><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\">I miei primi contatti con l\u2019organo di Marano sono alquanto datati. Risale infatti al 15 ottobre 1982 un sopralluogo voluto dal parroco don Espedito Albarello allo scopo di verificare le condizioni dell\u2019organo, da decenni in disuso. Lo strumento era completamente nascosto alla vista (e, temo, all\u2019udito), difficilmente raggiungibile in un vano appositamente ricavato dietro la tela posta sulla parete di fondo del presbiterio. Era lo strumento pi\u00f9 eterogeneo che avessi mai visto: Italo Castagna nel 1947 aveva accostato al precedente organo Zanfretta (proveniente dalla vecchia chiesa), per altro depauperato di tutti i registri che non fossero il Ripieno, un secondo organo di fattura industriale e un Pedale di due fatture ed epoche visibilmente diverse; una manticeria costituita da un mantice a lanterna e da un precario mantice flottante, assieme ad una trasmissione meccanico-tubolare alquanto farraginosa, completavano il quadro. Non meraviglia la voce secondo cui quest\u2019organo non aveva praticamente mai funzionato: rappresentava infatti la quintessenza della barbarie in cui una certa interpretazione della Riforma Ceciliana aveva gettato l\u2019organo italiano. Presentata la relazione una quindicina di giorni pi\u00f9 tardi, non ne seppi pi\u00f9 nulla fino ai primi di febbraio 1988, mese in cui presentai un progetto organico di recupero dello strumento o meglio del suo materiale riutilizzabile al fine di costruire un nuovo organo in stile ottocentesco veneto, da collocarsi direttamente nel vaso dell\u2019edificio e non pi\u00f9 in Coro: tale decisione sollev\u00f2 una accesa polemica, solo dopo qualche tempo superata. Nell\u2019anno successivo, una serie di considerazioni per lo pi\u00f9 di carattere acustico (la chiesa ha un tempo di riverberazione a vuoto di 6\u2019\u2019) assieme alla analisi qualitativa del materiale superstite, mi hanno convinto della dolorosa necessit\u00e0 di abbandonare lo stile italiano per uno stile pi\u00f9 internazionale, partitamente tedesco. Nel giugno 1989 presento perci\u00f2 un nuovo progetto per un organo ad un Manuale, di quattordici registri reali, che riutilizzi tutto e solo il materiale di Zanfretta, avendo destinato quello di Castagna ad un salvifico fal\u00f2. L\u2019opzione del manuale unico \u00e8 dettata dall\u2019entit\u00e0 della somma a disposizione (con conseguente necessit\u00e0 di scegliere fra quantit\u00e0 e qualit\u00e0), e dalla indisponibilit\u00e0 (non sempre a torto) degli organisti professionisti a prestare regolare servizio liturgico. Il nuovo strumento si presenta racchiuso in una Cassa iperstatica in castagno massiccio (caso unico a quanto mi \u00e8 dato sapere nella recente storia organaria per lo meno diocesana) con consolle e motivi ornamentali in noce; il tutto lucidato a mano ad encausto. Sia il disegno della Cassa che pi\u00f9 evidentemente quello degli ornamenti fanno riferimento alla pianta della chiesa. Le due tavole dipinte a olio e raffiguranti Davide e S. Cecilia sono opera del pittore negrarese Gianfranco Ghidoli. La consolle \u00e8 composta di una tastiera di cinquantotto tasti in ebano con cromatici listati in avorio; di una pedaliera in noce parallela e diritta di trenta tasti con cromatici placcati in ebano; di registri a pomello in olivo con cartellini in pelle. Dietro la tastiera \u00e8 previsto un vano per un auspicabile piccolo Br\u00fcstwerk che risponda ad una seconda tastiera. La facciata \u00e8 tutta in stagno ed affianca a quella di Zanfretta (diversamente disegnata) quattro canne nuove per lato; la canna maggiore suona Sol1 del Principale 8\u2019, essendo le prime canne in abete ed interne. La parte alta della Cassa ospita il somiere del Manuale e quello del Pedale. Il primo, in noce con separatori in abete \u00e8 di Zanfretta ed \u00e8 stato restaurato, nonostante i gravi problemi dovuti a lunghe e impreviste spaccature sulla tavola, senza ricorrere ad alcun accorgimento \u201cmoderno\u201d; il secondo, in castagno, \u00e8 di nuova costruzione e conta di tre stecche. La parte bassa della Cassa \u00e8 occupata dalle catenacciature (una in ferro per il Manuale e una in legno per il Pedale), dalle doppie leve in rovere per l\u2019azionamento del Pedale, dalla meccanica in ferro dei registri, nonch\u00e9 dal mantice e dal ventilatore. La disposizione fonica \u00e8 emersa analizzando le possibilit\u00e0 offerte dal somiere antico e la mole del materiale superstite e riutilizzabile, con un occhio attento alla necessit\u00e0 di ottenere comunque una gamma di timbri che, facilmente assolta la funzione liturgica dello strumento, ne permettesse il pi\u00f9 largo e pertinente uso in letteratura. L\u2019intonazione \u00e8 stata oggetto di attente verifiche, molte essendo le necessit\u00e0 da contemperare: la coerenza stilistica del suono, la sua intellegibilit\u00e0, il suo equilibrio e la sua interazione con l\u2019ambiente. L\u2019adozione di tecniche alquanto diverse dalla pi\u00f9 pratica intonazione italiana, la necessit\u00e0 di amalgamare il nuovo e il vecchio materiale sonoro, il fatto che quest\u2019ultimo fosse gi\u00e0 intonato in uno stile solamente affine a quello ricercato, hanno reso questa fase assai interessante ma nel contempo alquanto faticosa. Il temperamento adottato, coerentemente con le scelte precedenti, \u00e8 di tipo inequabile ed assai in uso nella zona culturale cui l\u2019organo si ispira. Quest\u2019organo, pur con i suoi limiti e compromessi, vuol essere un buon esempio di costruzione artigianale nel senso pi\u00f9 alto del termine, un poco in polemica, per quel che pu\u00f2 valere, con quanto si va costruendo oggi in Italia (con rare ma prestigiose eccezioni) con buona pace dell\u2019Arte Organaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>l\u2019Organo nella Liturgia don Andrea Ronconi, parroco \u201cNella Chiesa latina si abbia in grande onore l\u2019organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono \u00e8 in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti\u201d. 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