{"id":651,"date":"2012-10-23T21:46:34","date_gmt":"2012-10-23T19:46:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=651"},"modified":"2012-10-23T21:46:34","modified_gmt":"2012-10-23T19:46:34","slug":"il-tempio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/parrocchie-2\/parrocchia-di-marano\/encaenia\/il-tempio\/","title":{"rendered":"Il Tempio"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"font-size: xx-large;\"><strong><em>IL TEMPIO<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>La chiesa vecchia cadeva: bisognava sostenerla e per l\u2019aumentata popolazione ampliarla; l&#8217;arciprete mi di\u00e8 l&#8217;incarico d&#8217;un progetto a tale scopo. Ma la larghezza attuale, allungando la chiesa e sostituendo al pericolante presbitero una cupola, diveniva strettezza.<br \/>\nAbbandonata quindi, anche per altre ragioni l&#8217;idea del rappezzamento, parroco, popolo e ingegneri approvarono la costruzione ex novo.<br \/>\nE ne feci il progetto che anche il Cardinale approv\u00f2: una rotonda attraversata da una crociera, il mondo segnato dalla croce. Tale forma movimentata, a differenza dei soliti parallelopipedi, d\u00e0 anche all&#8217;esterno buona apparenza, e permette la facciata sia sulla. Piazza, che verso S. Floriano, dominando la vallata e spiccando a mezza costa fino alla ferrovia Verona-Milano: percio&#8217; non per enfasi lo chiamo templum da\u00a0<em>con-templari.<br \/>\n<\/em>La natura morenica del colle su cui sorge esigeva anche ampiezza di fondamenta e a ci\u00f2 si presta bene la sporgenza delle cappelle e dell&#8217;atrio, quasi tentacoli e piedi d&#8217;appoggio alla periferia della rotonda che aderendo all parete minacciante della chiesa vecchia, l&#8217;assicurava, utilizzandone una parte per cappella, e l&#8217;altra per oratorio diviso o meglio comunicante per gli ampi fori, con la tribuna.<br \/>\nCos\u00ec diminuiva la spesa, non si demoliva la chiesa vecchia, sacra per tanti ricordi, e sorgeva tre volte pi\u00f9 capace, la nuova sulla piattaforma di cemento armato.<br \/>\nUnica vittima il brolo del parroco. Qualcuno direbbe anche la borsa del popolo, ma non \u00e8: perch\u00e8 patteggiata con Dio l&#8217;assicurazione contro la grandine, per tre anni s&#8217;ebbe tale abbondanza di raccolto e quest&#8217;anno tale aumento di prezzi che<em><br \/>\ngliene di\u00e8 cento\u00a0<\/em>e\u00a0<em>non sent\u00ec le diece.<\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>All&#8217;ing. cav. Guido Bosinelli che fece i rilievi dapprincipio ma poi per le sue troppe occupazioni si ritir\u00f2, successe nella direzione dei lavori e nei calcoli per la statica il giovane e valente ing. Luigi Marconi di Bussolengo.<br \/>\nNell\u2019asta fu affidata l&#8217;impresa alla ditta Astori-Cabrini che per seriet\u00e0 di affidamento, copia di mezzi, esperienza edilizia e favore di prezzi dava le migliori garanzie.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>*<br \/>\n**<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Prescelsi la forma rotonda, oltre che per le ragioni statiche ed estetiche, anche perch\u00e8 \u00e8 la pi\u00f9 antica per i templi presso gli etruschi e i romani, che avendo le case rettangolari. erigevano a Dio la rotonda, in memoria delle prische capanne, come invece in Africa, ove le capanne degli uomini sono rotonde, quella di Dio \u00e8 quadra.<br \/>\n.L\u2019inversa disposizione delle colonne, al confronto della Madonna di Campagna, \u00e8 richiesta dalla necessaria ampiezza per lo sviluppo del paese, e dissimula il vuoto laterale nei periodi di magra.<br \/>\nLe eccezioni di afonicit\u00e0 e di &lt;&lt;volti barbari&gt;&gt; quasi che le colonne nascondano, oggi tacciono.<br \/>\nUn posto d&#8217;onore ho riservato al fonte battesimale, pur troppo spesso relegato negli sgabuzzini, mentre una volta aveva edicole sontuose come i battisteri del Laterano, di Pisa e di Firenze.<br \/>\nUna parola sacra volli pure serbata alle finestre, che sono gli occhi dell&#8217;edificio, spesso trascurati e cisposi.<br \/>\nE alle finestre inferiori (tra le croci d&#8217;Italia e di Verona) affidai la memoria della Via Crucis; a quelle della cupola, pure incrociate dalla carit\u00e0 del natio loco. la predica delle opere di misericordia in cui \u00e8 tutto il cristianesimo.<br \/>\nPe reciprocit\u00e0 nel\u00a0<em>perdonare le offese,\u00a0<\/em>come io perdono a quelle recate al mio progetto, spero che chiesa ed artisti perdoneranno a quelle da me inflitte al decoro ed all&#8217;arte. Le quali tuttavia si attenueranno quando l&#8217;atrio (simbolo della ospitalit\u00e0 della chiesa anche per chi non vuole entrare) toglier\u00e0 l&#8217;odierna sfacciataggine: quando l&#8217;altare in memoria dei caduti, compir\u00e0 le devozioni ed i voti; e quando, nella consecrazione, ornata come sposa, cinger\u00e0 il doppio anello delle sue balaustre, che dall&#8217;interno piover\u00e0 luce e canto sulla plebe devota, e all&#8217;esterno stender\u00e0 lo sguardo protettore sulla valle ferace.<\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Oggi clero e popolo inaugurano con la benedizione del Vescovo l&#8217;opera dell&#8217;ardimento e della piet\u00e0, lieti che non abbia inflitto, con meno dispendioso progetto, un insulto alla divozione generosa; orgogliosi anzi che il prezzo se non il pregio, permetta loro di restituirmi il cognome, temporaneamente mutatomi (ndr D.Spreca).<\/strong><\/p>\n<p align=\"right\"><strong>D. Trecca<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL TEMPIO La chiesa vecchia cadeva: bisognava sostenerla e per l\u2019aumentata popolazione ampliarla; l&#8217;arciprete mi di\u00e8 l&#8217;incarico d&#8217;un progetto a tale scopo. Ma la larghezza attuale, allungando la chiesa e sostituendo al pericolante presbitero una cupola, diveniva strettezza. 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