{"id":6687,"date":"2026-03-28T17:21:02","date_gmt":"2026-03-28T16:21:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=6687"},"modified":"2026-03-28T17:25:58","modified_gmt":"2026-03-28T16:25:58","slug":"le-fontane","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/territorio\/le-fontane\/","title":{"rendered":"Le Fontane"},"content":{"rendered":"\n<p>&#x1f4a7; La fontana: il cuore antico della Valpolicella e di Marano<br>Fino a pochi decenni fa, il vero centro sociale di una contrada non era la piazza, ma la fontana. Qui si intrecciavano gesti quotidiani e vita comunitaria: le donne vi trascorrevano ore per la lissia primaverile o per il bucato, gli uomini arrivavano con gli animali da abbeverare o per preparare il verderame per le viti.<br>Le fontane erano strutture ingegnose: un getto d\u2019acqua potabile e una serie di vasche in pietra, con piani inclinati per lavare i panni, disposte in sequenza per sfruttare ogni goccia.<br>In una terra come la Valpolicella, ricca di sorgenti piccole ma diffuse, servivano opere di presa precise e fontane costruite per non disperdere la risorsa. Le vasche seguivano un ordine funzionale:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>acqua potabile dal beccuccio,<\/li>\n\n\n\n<li>abbeverata per gli animali,<\/li>\n\n\n\n<li>risciacquo del bucato,<\/li>\n\n\n\n<li>lavaggio dei panni pi\u00f9 sporchi, spesso quelli dei bambini.<br>Con l\u2019arrivo delle condotte e dei primi acquedotti, la parte \u201calimentare\u201d venne separata dalle vasche da bucato, che in alcuni casi furono spostate lungo i corsi d\u2019acqua.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>&#x1f3de;&#xfe0f; Marano di Valpolicella: una valle modellata dall\u2019acqua<br>Marano di Valpolicella, situata tra le vallate di Negrar e Fumane, \u00e8 un territorio in cui l\u2019acqua ha sempre avuto un ruolo centrale, non solo nella vita quotidiana ma anche nella storia pi\u00f9 antica. Le sue contrade \u2013 Pezza, San Rocco, Valgatara \u2013 sono nate attorno a sorgenti e percorsi d\u2019acqua che hanno determinato insediamenti, coltivazioni e attivit\u00e0 artigianali.<br>La presenza di numerose fontane e lavatoi \u00e8 parte integrante dell\u2019identit\u00e0 maranese, tanto che nel Settecento l\u2019intera vallata venne censita e mappata in ogni fonte e condotta, a testimonianza dell\u2019importanza vitale di questa risorsa.<br>&#x1f304; Un territorio abitato fin dalla preistoria<br>Le ricerche archeologiche mostrano che Marano era abitata gi\u00e0 nell\u2019et\u00e0 del Rame e del Bronzo. Sul Monte Castelon, grazie alla posizione dominante, sorse un castelliere e poi un santuario dedicato a Minerva, alimentato da una piccola sorgente canalizzata: un dettaglio che conferma quanto l\u2019acqua fosse considerata sacra e strategica.<\/p>\n\n\n\n<p>&#x1f3db;&#xfe0f; Fontane come architetture comunitarie<br>Le fontane della Valpolicella \u2013 e di Marano in particolare \u2013 non erano semplici punti d\u2019acqua, ma opere architettoniche spesso imponenti, talvolta coperte (come a Pedemonte, Iago, Gorgusello, Breonio di sopra, San Giorgio, Fane) o arricchite da dettagli estetici (Cavalo, Pezza, Breonio di sotto, Sengia Rossa).<br>Le date scolpite nella pietra raccontano secoli di manutenzioni, ampliamenti, ricostruzioni: segni di una comunit\u00e0 che riconosceva alla fontana un valore essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#x1f4dc; Documenti, mappe e contese d\u2019acqua<br>Dal Cinquecento in poi abbiamo una ricca documentazione su sorgenti, mulini, condotte e fontane. L\u2019acqua era una risorsa preziosa e contesa: la Repubblica Veneta richiedeva mappe dettagliate per ogni nuova derivazione, per garantire l\u2019uso pubblico e sfruttare anche le vene pi\u00f9 piccole.<br>Grazie a queste carte possediamo vere \u201cfotografie\u201d di secoli fa: panoramiche di Fumane e Arbizzano del \u2019500, la veduta di Pedemonte del 1591, mappe di Negrar del 1620 e di Gargagnago del \u2019700, oltre a numerosi rilievi dedicati proprio alla zona tra San Vito, Santa Maria e Marano.<\/p>\n\n\n\n<p>&#x1f3d8;&#xfe0f; Dalle comunit\u00e0 alle amministrazioni moderne<br>Nei secoli pi\u00f9 recenti la gestione delle fontane \u00e8 passata ai Comuni, che ne hanno aumentato il numero e migliorato l\u2019approvvigionamento.<br>A Marano e nelle sue frazioni \u2013 come Valgatara, famosa per la rete delle sette fontane \u2013 l\u2019acqua \u00e8 rimasta un elemento identitario. In alcuni casi, come a Gnirega, i serbatoi erano progettati con uscite a livelli diversi per stabilire un ordine di priorit\u00e0 nell\u2019uso dell\u2019acqua: un esempio di ingegnosit\u00e0 rurale che racconta la cura con cui veniva gestita questa risorsa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#x1f4a7; La fontana: il cuore antico della Valpolicella e di MaranoFino a pochi decenni fa, il vero centro sociale di una contrada non era la piazza, ma la fontana. 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