{"id":739,"date":"2012-11-01T00:06:12","date_gmt":"2012-10-31T23:06:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=739"},"modified":"2012-11-11T20:34:13","modified_gmt":"2012-11-11T19:34:13","slug":"capitelli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/territorio\/capitelli\/","title":{"rendered":"Capitelli"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Per chi gira per le strade della Valpolicella, c\u2019\u00e8 una presenza silenziosa, discreta, ma nobile, che da muri o sugli incroci ricorda, anche ai distratti, l\u2019antica sacralit\u00e0 della strada, del camminare, del viaggiare.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Qualcuno duemila anni fa mand\u00f2 i discepoli per strada: andarono, predicarono, tornarono. Alcuni rimasero sulla strada, sulle nostre strade, a predicare parole e frasi che non riusciamo, oggi, sempre a capire, ma forse non abbiamo mai provato ad ascoltarli.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Sono i santi di strada, delle strade risparmiate dalla furia del traffico, delle strade di campagna che vanno in cerca di vecchie contrade ormai disabitate.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Santi arrampicati in un&#8217;edicola su muri di pietra, esposti all&#8217;incuria dell&#8217;uomo, all&#8217;ingiuria del tempo, all&#8217;invadenza della polvere.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Eppure tutti mostrano ancora tracce di una piet\u00e0 contadina mai morta, la stessa piet\u00e0 che li ha posti a guardia dei campi, degli uomini e delle bestie.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Si tratta di croci di pietra, di legno, rese vive dalla presenza degli strumenti del martirio, oppure cappelline affrescate con gli stessi misteri del rosario che popolavano le pareti delle poche e lontane chiese di campagne.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Si tratta di edicole con le immagini di santi taumaturghi impegnati di continuo ad intervenire contro la grandine, i fulmini, le malattie, le disgrazie della povera gente.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Ora molti affreschi sono slavati, molte edicole sono vuote, molti santi hanno preso il volo e sono stati sostituiti da povere statue di plastica a scoraggiare la vile ingordigia dei vandali.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Oppure sono difese da fitte grate di ferro che sembrano segnare il confine tra noi e l&#8217;aldil\u00e0.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Nessuno sembra pi\u00f9 badare ai santi di strada; ma allora chi avr\u00e0 messo qui un vaso di fiori di stagione, l\u00e0 un mazzo di fiori di plastica, pi\u00f9 avanti un grappolo d&#8217;uva in grembo alla Madonna, o ancora un paio di pagnotte o una bottiglia di vino?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Forse i santi di strada si guardano e si parlano dai loro crocicchi, come un tempo, e la gente lo sa e ogni casa, ogni famiglia si prende a carico il suo santo per ricompensarlo di quando egli aveva sulle spalle tutto un territorio, tutta una stagione.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">San Rocco, per esempio, armato solo di bastone, cane e fiasca, doveva occuparsi delle frequenti pestilenze, mostrando al passante la sua convincente piaga sulla coscia.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">San Vincenzo Ferreri invece, con le braccia inutilmente alzate, e ora ahim\u00e8 spesso monche, dalle colline doveva vegliare sui campi e preservarli dai fulmini e dalla grandine: compito arduo, di risultato sempre incerto, se nel momento critico, quello del temporale estivo che vien dal lago, le madri di famiglia si precipitavano nella corte a roteare rami d&#8217;ulivo o uno scaldino pieno di brace e intanto, in perfetta sincronia, qualcuno suonava le campane a martello.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Le croci<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Ma tutto questo non bastava, la vita era talmente dura che si doveva per forza ricorrere pi\u00f9 in alto: ed ecco le strade costellate di croci di pietra a larghe braccia e, durante le rogazioni, ogni slargo, ogni incrocio ospitava un capitello provvisorio, un altarino, addobbato con la sua bella tovaglia bianca e un vaso di fiori, con al centro il quadro del Sacro Cuore e a lato, malamente celato, un paniere pieno d&#8217;uova. Sempre in primavera delle piccole croci di rametti d&#8217;ulivo venivano sistemate in capo al filare, o dove sembrava ci fosse pi\u00f9 bisogno.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Grazie a queste croci, ai misteri dolorosi effigiati su ogni muro, alle stazioni della Via Crucis, crudamente presenti nelle chiese e nell&#8217;immaginario contadino, l&#8217;epopea della Crocifissione abbracciava ogni angolo del territorio e, appena la maestria e l&#8217;ispirazione dell&#8217;artista lo permettevano, spuntavano dalla rozza pietra tutti gli strumenti della Passione.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Altre croci, spesso piantate su massicci piedistalli di pietra, un tempo forse contrappesi o basi di torchi da uva, campeggiano sugli incroci scampati alle ricorrenti ondate di asfalto, a segnare i percorsi perduti, i passi misurati di una gente che aveva necessit\u00e0 e tempo di ritrovare l\u00ec il verso del proprio mondo.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">I capitelli della Madonna<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra epopea sacra percorre tutto il mondo contadino: \u00e8 quella della Madonna. Anche qui accanto alle Madonne slavate dal tempo, dall\u2019umidit\u00e0, dalla polvere, fino a perdere la carica di umanit\u00e0 e di sofferenza loro affidata da ignoti pittori di passaggio, troviamo statuette di serie similplastica, modello santuario famoso e di moda, ma forse segnate da identica passione e devozione.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Sotto questa prospettiva non sono neanche da trascurare i radicali restauri che hanno irreparabilmente cosparso vetroresina, graffiati e cementi e che testimoniano l&#8217;ansia di modernit\u00e0, o forse di eternit\u00e0, dei fedeli d&#8217;oggi e insieme rivelano che non sempre l&#8217;originalit\u00e0 riesce a sfociare nell&#8217;arte.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Difficile proporre un itinerario: ogni capitello assume un significato a s\u00e9 in stretta connessione con quanto lo circonda e con la microstoria della comunit\u00e0 che lo ospita. Ecco allora i capitelli sorti in prossimit\u00e0 delle fontane o dei ponti, quelli che ricordano una disgrazia quasi mancata, quelli nobilitati dalla visita e dalle indulgenze di qualche prelato, quelli carichi di anni o secoli, quelli visitati dai vandali: ognuno merita almeno un\u2019occhiata e qualche riflessione.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per chi gira per le strade della Valpolicella, c\u2019\u00e8 una presenza silenziosa, discreta, ma nobile, che da muri o sugli incroci ricorda, anche ai distratti, l\u2019antica sacralit\u00e0 della strada, del camminare, del viaggiare. Qualcuno duemila anni fa mand\u00f2 i discepoli per strada: andarono, predicarono, tornarono. 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