{"id":178,"date":"2012-10-05T21:07:59","date_gmt":"2012-10-05T21:07:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocomarano.it\/v2\/?page_id=178"},"modified":"2022-10-30T08:17:47","modified_gmt":"2022-10-30T08:17:47","slug":"territorio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/?page_id=178","title":{"rendered":"Territorio"},"content":{"rendered":"<h2>MARANO di Valpolicella<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Proprio nel cuore della Valpolicella, terra famosa per vini e marmi, ma ricca anche di storia e cultura, stretta fra le pi\u00f9 ampie vallate di Negrar e di Fumane, si incunea la valle di Marano, quella che ha meglio conservato il paesaggio tradizionale della Valpolicella. Infatti le trasformazioni economiche pi\u00f9 recenti non hanno pesantemente alterato il dolce paesaggio agrario e, se vigne e ciliegi dominano ormai rispettivamente la bassa e la media collina, un tempo dedicate anche al frumento e al mais, non mancano macchie di ulivi e di conifere, mentre rimangono pressoch\u00e9 intatti i fitti terrazzamenti con muri a secco, le stradine poderali, i boschetti cedui residui. \u00c8 un unicum paesaggistico, pregevole per la variet\u00e0 e il felice accostamento dei diversi aspetti: un patrimonio che pu\u00f2 e deve essere valorizzato, anche sfruttando e incrementando il crescente apprezzamento per i due prodotti di altissima qualit\u00e0 della valle, la ciliegia e il vino Valpolicella doc, quest\u2019ultimo gi\u00e0 ben noto, ma negli ultimi anni con riconoscimenti ancora pi\u00f9 lusinghieri, grazie agli sforzi e all\u2019intelligenza dei produttori.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Una magnifica visione d\u2019insieme del territorio si pu\u00f2 avere dal <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=887\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piazzale della chiesetta di Santa Maria Valverde<\/a>: lo sguardo peraltro spazia da Verona al Lago di Garda e nelle giornate limpide arriva fino agli Appennini.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/vallata-01.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"600\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/vallata-01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/vallata-01.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"216\" \/><\/a>La stessa unit\u00e0 compositiva caratterizza l\u2019architettura rurale, che, dalla fascia bassa, dove prevale la struttura a corte, con le case in conci di calcare, o tufo, e le coperture in coppi di cotto, alla parte pi\u00f9 alta, a carattere lessinico, con le contrade a spina e le case costruite interamente in lastra di calcare anche nelle coperture, comprende le pi\u00f9 nobili tipologie architettoniche della campagna veneta.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Alle ville rinascimentali (da citare i casi di Fasanara e Gnirega) si affiancano infatti eleganti corti rustiche o deliziose contrade, o case contadine di sobria dignit\u00e0, spesso restaurate con passione e intelligenza e senza che i nuovi insediamenti siano venuti a turbare un sereno equilibrio costruito lungo i secoli. Ci sono poi due splendidi esempi di ville venete settecentesche (<a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=433\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Villa Porta Rizzini<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=439\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Villa Lorenzi ora Benati<\/a> a Canzago), forse l\u2019ultimo tentativo riuscito di coniugare le esigenze di status sociale dei proprietari con quelle di centro propulsivo dell\u2019economia agricola. Pregevoli poi alcuni palazzetti ottocenteschi, evoluzione pi\u00f9 recente e borghese dell\u2019idea di villa (a Valgatara abbiamo Villa Graziani, di Giuseppe Barbieri; di secondo \u2018800 sono invece i <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=879\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">villini Silvestri di Maregnago<\/a> e Villa).<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Ma il patrimonio architettonico della valle \u00e8 ancora pi\u00f9 prezioso per la presenza di un gran numero di corti rurali di pregio, presenti praticamente in ognuna delle numerose contrade. Un elenco frettoloso non pu\u00f2 fare a meno di citare Corte Castellani di <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=200\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Badin<\/a> (praticamente una villa cinquecentesca con colombara, pozzo e rustici porticati), Corte Bonazzi, sempre a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=200\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Badin<\/a>, Corte <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=86\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rugolin<\/a>, Corte Silvestri a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=202\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Maregnago<\/a>, Corte Castello, un tempo residenza Soardi (con qualche indizio di continuit\u00e0 con il castello medievale), Corte Campagnola a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=252\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sottovilla<\/a> e Corte Silvestri a Villa, anch\u2019esse antiche residenze signorili dei Soardi. In centro a Valgatara abbiamo Corte Castellani, raffigurata in una mappa del 1545, corte Boscaini e <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=238\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte Nuvoloni in contrada Torre<\/a>.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">A <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=78\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Prognol<\/a> c\u2019\u00e8 Villa Capetti ora Borghetti, a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=134\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pianaura<\/a> una contrada di originale struttura, a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=136\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Novaia<\/a> la maestosa Villa Broilo ora Vaona (seicentesca, con magnifica torre colombara), a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=72\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Purano<\/a> sono notevoli i complessi di Corte Borghetti e di Olivo e <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=194\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cornal<\/a>. A <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=70\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pezza<\/a> sono notevoli gli archi di via Torta, a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=68\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">San Rocco<\/a> i complessi di Via Convento e di Via Are. A monte di <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=68\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">San Rocco<\/a> si impone l\u2019architettura di pietra con episodi significativi a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=216\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tezze<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=160\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Baiaghe<\/a> di sotto, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=166\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mazzarin<\/a> di sotto e di sopra, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=154\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Noroni<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=156\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fava<\/a> e soprattutto <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=13\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mondrago<\/a>.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Merita pure attenzione l\u2019architettura rurale minore: numerosi sono le <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=739\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">edicole votive o capitelli<\/a>, alcuni affrescati (uno porta la data: giugno 1575), le croci in pietra, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=1253\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le fontane con lavatoi<\/a>, le malghe di contrada (<a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=72\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Purano<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=68\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">San Rocco<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=152\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Girotto<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=13\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mondrago<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=156\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fava<\/a>: quest\u2019ultima di prossimo restauro), i rustici e i vecchi roccoli per la caccia. Un discorso a parte andrebbe fatto per i mulini, in gran parte lungo il Progno di Fumane, ma in territorio di Marano.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Di ben altro spessore l\u2019architettura religiosa presente nel Comune. Oltre alle chiese parrocchiali (<a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=278\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Valgatara<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=669\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marano<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=280\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">San Rocco<\/a>), tutte di antica origine, ma rinnovate pi\u00f9 volte nel tempo (con un edificio classicheggiante e maestosa cupola quella di Marano, dove si conservano, peraltro, la facciata della vecchia chiesa, il bel campanile ottocentesco e una statua cinquecentesca della Madonna), ci sono altre chiese ricche di storia e di arte: San Marco di Pozzo (romanica, con affreschi e dipinti dal \u2018300 al \u2018600), <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=887\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Santa Maria Valverde<\/a> (anch&#8217;essa\u00a0medievale, ma rinnovata nel 17\u00b0 sec.), in splendida posizione, sorta sui resti di un importante tempio romano dedicato a Minerva (era detta <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=887\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Santa Maria Minerba<\/a>), San Giorgio di Purano (che ha murata sul fianco una iscrizione su pietra del 1410 che ricorda una charita di pane) e altre chiesette minori a <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=200\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Badin<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=80\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gnirega<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=78\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Prognol<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=216\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tezze<\/a>.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Dietro <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/a\/?page_id=887\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Santa Maria Valverde<\/a> vi \u00e8 un sito estremamente interessante dal punto di vista archeologico: il Monte Castelon, su cui, nel corso di scavi condotti in anni ormai lontani, sono state trovate tracce di un insediamento dell\u2019et\u00e0 del bronzo, del tempio romano \u2013 arusnate di Minerva (da cui provengono una trentina di lapidi dedicate alla dea, conservate al Museo Maffeiano di Verona), del Castello medievale di Federico della Scala (disarmato da Cangrande e distrutto poi dal terremoto del 1348). Il Castello e soprattutto il Tempio sono stati oggetto di recenti scavi condotti dalla Sovrintendenza Archeologica di Verona sotto la spinta e con il contributo del Comune di Marano con risultati addirittura clamorosi: \u00e8 stata messa in luce l\u2019intera struttura del tempio e sono state individuate tracce consistenti del tempio preromano. Il sogno di tutti \u00e8 di veder realizzato un piccolo parco archeologico.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MARANO di Valpolicella Proprio nel cuore della Valpolicella, terra famosa per vini e marmi, ma ricca anche di storia e cultura, stretta fra le pi\u00f9 ampie vallate di Negrar e di Fumane, si incunea la valle di Marano, quella che ha meglio conservato il paesaggio tradizionale della Valpolicella. 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