{"id":553,"date":"2012-11-11T18:11:38","date_gmt":"2012-11-11T18:11:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocomarano.it\/v2\/?page_id=553"},"modified":"2016-01-18T20:24:26","modified_gmt":"2016-01-18T20:24:26","slug":"andar-per-chiese-nella-valle-di-marano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/?page_id=553","title":{"rendered":"Andar per chiese nella valle di Marano"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/valgatara\/chiesa-02.jpg\" data-lbwps-width=\"400\" data-lbwps-height=\"300\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/valgatara\/chiesa-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/valgatara\/chiesa-02.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"180\" \/><\/a>Per scoprire le chiese della valle di Marano, si pu\u00f2 partire da monte, cio\u00e8 dalla parte alta della valle di Negrar. Da Prun basta dirigersi in direzione di Cerna: dopo lo spettacoloso scenario delle cave di pietra in galleria, si giunge nella localit\u00e0 di Santa Cristina che prende il nome dalla chiesetta collocata lungo la provinciale e che dipende dalla chiesa di Prun pur essendo al confine fra i comuni di Negrar, Marano e Sant\u2019Anna d\u2019Alfaedo. Di origini almeno cinquecentesche, sempre rinnovata dalla popolazione delle contrade circostanti, presenta un interno armonico e una bella pala settecentesca sull\u2019altare.<br \/>\nQualche metro pi\u00f9 avanti, sempre in direzione di Cerna, si stacca a sinistra la strada per Mondrago, che va percorsa, magari a piedi, oltre che per le due chiesette (La cappella dell\u2019Addolorata di met\u00e0 \u2018800 a Mondrago e l\u2019Oratorio della Beata Vergine a Tezze, costruito pi\u00f9 o meno negli stessi anni da due fratelli sacerdoti per la loro pensione: Tezze si raggiunge svoltando a destra poco prima della localit\u00e0 Pontarola, dove la stradina ritorna sulla provinciale), per lo splendido paesaggio di boschi e prati e per arrivare a Malga Biancari, punto d\u2019accesso ai Covoli di Marano, due grotte carsiche ricche di concrezioni.<br \/>\nSi riprende la provinciale in discesa verso San Rocco e subito a Carazzole c\u2019\u00e8 un\u2019edicola sacra dipinta, un antico capitello recentemente restaurato. La chiesa di San Rocco, pure di antica origine, \u00e8 stata ampliata nel 1950 e non presenta particolare interesse, ma pu\u00f2 essere il punto di partenza di una breve, incantevole passeggiata a Santa Maria Valverde (poche centinaia di metri su strada carrozzabile), posta in uno dei siti panoramici pi\u00f9 suggestivi della Valpolicella: basta sedersi sul muretto per esplorare da vicino le corti sparse di Purano e poi le valli di Marano e Fumane e pi\u00f9 oltre tutta la parte occidentale del veronese, dal Monte Pastello al Lago di Garda con le sue colline moreniche fino a Verona. Un altro scorcio si pu\u00f2 avere affacciandosi al muro di cinta del piccolo cimitero che conserva, nonostante gli ampliamenti recenti, il fascino dei cimieri antichi che circondavano le chiese in piena campagna. La chiesa, documentata in pieno medioevo, \u00e8 stata ampliata e rinnovata nella seconda met\u00e0 del Seicento (come attestano iscrizioni nell\u2019abside e sul campanile): nel luminoso interno notare un solenne altar maggiore in marmo con una bella statua della Madonna.<br \/>\nPer il ritorno a piedi si pu\u00f2 prendere il viale alberato in leggera salita che aggira il Monte Castelon, con un percorso utilizzato da secoli per la processione di San Marco: per chi \u00e8 arrivato in auto prendere a sinistra la strada che scende a Pezza da cui si raggiunge Purano (al tornante prendere a destra la strada per Fumane e quindi ancora a destra per Purano). La chiesa di San Giorgio \u00e8 in centro al paese: di origine romanica \u00e8 stata parzialmente modificata nella facciata e nell\u2019interno. Sul fianco che d\u00e0 sulla piazzetta \u00e8 stata murata una lapide del 1420 che documenta una donazione di pane ai poveri nella festa del patrono: questa tradizione, un tempo piuttosto diffusa, \u00e8 stata ripresa dal Comitato sagra di Purano, dalla Pro Loco e dal Comune di Marano ogni anno nella Festa del Pane di fine maggio.<a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/pozzo\/smarco-07.jpg\" data-lbwps-width=\"700\" data-lbwps-height=\"525\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/pozzo\/smarco-07.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/immagini\/pozzo\/smarco-07.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"189\" \/><\/a><br \/>\nLa chiesa parrocchiale di Marano si impone in tutta la valle per la sua maestosa cupola, che sovrasta la nuova chiesa a pianta circolare, costruita su progetto di Don Trecca negli anni Venti: il terreno sottostante \u00e8 franoso e le somme accantonate per l\u2019intera costruzione furono spese per le sole fondazioni. La chiesa attuale si appoggia al lato meridionale della precedente chiesa settecentesca progettata dal Cristofoli a cui si deve anche il campanile. Nell\u2019interno alcune pale del 7-800 e una bella decorazione pittorica dovuta all\u2019artista veronese Aldo Tavella, qui sfollato durante la seconda guerra.<br \/>\nScendendo verso Valgatara, si pu\u00f2 ammirare, a Canzago con una breve deviazione a destra, l\u2019alta cappella di San Carlo, con statua del Santo in una nicchia della facciata, inserita nel fianco ovest della villa Porta, oggi Rizzini. Pi\u00f9 avanti, poco prima di Prognol, sulla destra una stradina porta in pochi metri a Sant\u2019Eustachio, una corte isolata che dall\u2019umile chiesetta, protetta solo dal cipresso, prende il nome: la chiesetta \u00e8 antica ed era utilizzata regolarmente.<br \/>\nAltre due chiesette minori si trovano nelle due contrade pi\u00f9 decentrate di Valgatara: l\u2019oratorio di San Luigi a Gnirega, di met\u00e0 800, e la cappella della Sacra Famiglia a Badin, che doveva essere un edificio ben pi\u00f9 modesto, ma le misure in piedi indicate dal proprietario Don Simeoni, allora in America, furono lette in metri.<br \/>\nBen altra storia hanno la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Fermo e Rustico (rinnovata e ampliata a pi\u00f9 riprese: ha conservato all\u2019interno due pale del Lanceni) e soprattutto la chiesa di San Marco, un tempo Santo Stefano, di Pozzo. Quest\u2019ultima ha conservato, nonostante qualche piccolo ritocco nel corso dei secoli, l\u2019impianto romanico, con la sua semplice facciata a capanna e l\u2019interno ad un\u2019unica navata coperta da capriate. Notevoli gli affreschi quattrocenteschi, dai pi\u00f9 antichi sulla parete del campanile, alla Santa Caterina e al frammento di Crocifissione sulla parete nord, alla Madonna in trono della parete sud, all\u2019esterno della quale \u00e8 pure una Crocifissione. La cappella della parete nord \u00e8 occupata da una pala di un artista fiammingo, Michele Meeves, a cui si deve anche la bella cornice lignea. Un\u2019altra tela di san Marco \u00e8 sull\u2019altare. La tranquillit\u00e0 del posto, qualche residuo cipresso, il campaniletto, perfino la lapide romana murata in un angolo, conferiscono all\u2019insieme un fascino discreto ma pervasivo.<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per scoprire le chiese della valle di Marano, si pu\u00f2 partire da monte, cio\u00e8 dalla parte alta della valle di Negrar. 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