{"id":562,"date":"2012-11-11T18:22:49","date_gmt":"2012-11-11T18:22:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocomarano.it\/v2\/?page_id=562"},"modified":"2016-01-18T20:30:34","modified_gmt":"2016-01-18T20:30:34","slug":"valpolicella-cenni-storici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/?page_id=562","title":{"rendered":"Valpolicella cenni storici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/minerva\/images\/dsc_1220.jpg\" data-lbwps-width=\"640\" data-lbwps-height=\"430\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/minerva\/images\/dsc_1220.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/temi\/minerva\/minerva\/images\/dsc_1220.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"155\" \/><\/a>La Valpolicella, pi\u00f9 che una valle, \u00e8 un ventaglio di piccole valli, digradanti verso sud dai Monti Lessini\u00a0all&#8217;Adige\u00a0 dalle colline alle spalle di Verona al Monte Baldo. Favorita da un ottimo clima, dalla dolcezza del paesaggio e dalla presenza di diffuse sorgenti d\u2019acqua,la Valpolicella \u00e8 sempre stata intensamente abitata, dai tempi pi\u00f9 remoti, ed \u00e8 stata scelta a partire dal Rinascimento, come luogo di villeggiatura, da numerose famiglie nobiliari veronesi e veneziane, che vi hanno costruito eleganti ville classiche circondate da giardini e parchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio questo nobile e armonioso equilibrio fra paesaggio agrario, che unisce vigne e olivi, muri a secco e corti rustiche, un sereno ambiente naturale, fatto di dolci colline, torrenti, boschi e prati e infine una ricca tradizione storico e artistica con decine di chiese antiche e altrettante ville venete ne fanno una terra di straordinario fascino, un luogo elettivo della cultura italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin\u00a0dall&#8217;antichit\u00e0\u00a0la Valpolicella si \u00e8 fatta apprezzare per la produzione di vino pregiato e per l\u2019abilit\u00e0 nella lavorazione del marmo e della pietra, attivit\u00e0 che sono ancora oggi alla base dell\u2019economia del territorio e che si sono conservate adattandosi alle esigenze dei tempi nuovi senza perdere le loro preziose peculiarit\u00e0: anche oggi come\u00a0all&#8217;epoca\u00a0dell\u2019imperatore romano Augusto, il vino della Valpolicella \u00e8 di grandissimo pregio e ottenuto con l\u2019appassimento delle uve. Ancora oggi il marmo rosso di Verona \u00e8 apprezzato nel mondo e la pietra in lastre, con cui sono stati costruiti l\u2019Arena di Verona e molti palazzi veneziani, ha conquistato l\u2019architettura pi\u00f9 moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terra ospitalela Valpolicella: un tempo ha accolto nobili signori, poeti ed artisti e oggi si \u00e8 dotata diffusamente di strutture alberghiere e di ristoro moderne e magnificamente inserite\u00a0nell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della Valpolicella parte da lontano: risalgono a pi\u00f9 di cento mila anni fa le prime tracce della presenza e sono state rinvenute al Ponte di Veia, mentre di poco posteriore \u00e8 la frequentazione della Grotta di Fumane, abitata , praticamente senza interruzione, per pi\u00f9 di cinquantamila anni, prima\u00a0dall&#8217;Uomo\u00a0di Neanderthal, poi\u00a0dall&#8217;Homo\u00a0Sapiens, che vi ha lasciato anche frammenti di pietra dipinta di ocra pi\u00f9 di trentamila anni fa. Col passaggio dalla caccia\u00a0all&#8217;agricoltura\u00a0 cio\u00e8 dal Paleolitico al Neolitico le tracce si fanno pi\u00f9 diffuse, ma meno precise: molto ben documentata \u00e8 invece l\u2019et\u00e0 del Bronzo, che vede in Valpolicella una corona di villaggi fortificati su altura, i cosiddetti castellieri (secondo millennio a. C.). Numerosi sono pure i villaggi dell\u2019et\u00e0 del Ferro (primo millennio a. C.), sia nella zona montuosa (in una casetta di pietra nei dintorni di\u00a0Sant&#8217;Anna\u00a0d\u2019Alfaedo, a quasi mille metri sul livello del mare, \u00e8 stato trovato un deposito di quasi duecento chili di frumento), sia ai piedi delle colline e in prossimit\u00e0 dell\u2019Adige: a Castelrotto, in una casetta nei pressi di una bottega di vasaio, sono stati trovati vinaccioli di vite coltivata, risalenti a circa 2500 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stessa epoca, e anche durante la dominazione romana,la Valpolicella \u00e8 abitata da una popolazione, gli Arusnati, dotata di una certa autonomia e di proprie divinit\u00e0 (una dea Lualda, il dio Cuslano, il Sole ela Luna) ignote nel resto della romanit\u00e0, ma documentate in alcune iscrizioni ritrovate soprattutto a San Giorgio. La produzione e il commercio di vino e di pietre da costruzione erano fiorenti. Sono emersi resti di due colossali ville del tardo Impero: la parte signorile di una grande villa, con bei pavimenti a mosaico, a Villa di Negrar e la parte rustica di un\u2019altra colossale villa fra San Pietro e Fumane: alcuni ambienti hanno un sistema di riscaldamento a ipocausto, evidentemente per seccare dei prodotti, quasi certamente per appassire l\u2019uva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passa qualche secolo e al posto dei templi sorgono chiese e cappelle: a San Giorgio le lapidi votive romane sono riutilizzate come capitelli o basi di colonne dell\u2019antica chiesa che, come testimonia l\u2019iscrizione sulle colonnette del ciborio ora collocato sopra l\u2019altare, era gi\u00e0 attiva e ben dotata\u00a0all&#8217;epoca\u00a0del re longobardo Liutprando (prima met\u00e0 dell\u2019VIII secolo). Ma la continuit\u00e0 col mondo antico \u00e8 comune a molte altre chiese della zona, chiese che vengono tutte ricostruite dopo il disastroso terremoto del 1117: \u00e8 un periodo di grande sviluppo demografico ed economico, tanto che quasi tutti gli insediamenti di oggi sono gi\u00e0 presenti nei documenti del XII secolo e costituiscono una rete di una trentina di piccoli comuni rurali alle prese prima con i signori feudali, quali ad esempio il Monastero di San Zeno, poi col Comune di Verona. Proprio al Comune di Verona si deve il nome Valpolicella: i suoi funzionari venivano in zona non lungo la strada trentina (l\u2019attuale Statale 12), ma percorrendo verso monte il fiume Adige e sbarcando nel porto di Pol, vicino a Pescantina, per recarsi ad amministrare la giustizia civile e a riscuotere le tasse, nei primi tempi, nella chiesa di Ospedaletto e pi\u00f9 avanti nel palazzo del Vicariato a San Pietro in Cariano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col dominio del Comune di Verona si moltiplicano i contatti della Valpolicella con la citt\u00e0: i personaggi del contado che facevano fortuna si trasferivano\u00a0all&#8217;interno\u00a0delle mura cittadine. \u00c8 il caso di Giovanni Monticoli, proveniente dal castello di Monteclo, che poi diventer\u00e0 Bure, il capostipite della famiglia Montecchi, quella di Romeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendono e si intensificano rapidamente la lavorazione e l\u2019esportazione di pietra a lastre e di marmo rosso per la costruzione delle cattedrali romaniche: di marmo rosso sono i protiri e le sculture di molte cattedrali della pianura padana, da Ferrara a Modena, a Reggio Emilia, a Parma, dove pure di marmo rosso della Valpolicella \u00e8 l\u2019intero Battistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la produzione del vino appare in ripresa e con un\u2019accentuata attenzione alla qualit\u00e0: per la riscossione di alcuni affitti e livelli in natura l\u2019abate di San Zeno a met\u00e0 del XIII secolo chiede uva, ma proveniente dalle colline della Valpolicella, la zona ancora oggi di maggior pregio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al dominio del Comune di Verona segue la signoria degli Scaligeri e nel 1311 Federico della Scala viene nominato Conte della Valpolicella dal cugino Cangrande della Scala e nei 15 anni seguenti sistema palazzi in varie localit\u00e0 e rinnova e ingrandisce il castello di Marano: nel 1326 \u00e8 coinvolto in una congiura contro Cangrande che lo esilia a Genova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la crisi e la caduta dei Signori della Scalala Valpolicella come il resto della provincia passa sotto il dominio dei Visconti per alcuni anni, per passare a far parte della Repubblica di Venezia per quasi quattro secoli fino alla caduta della Signoria nel 1797. Fin dai primi anni la Valpolicella si dimostra alleato fedele, aiutandola Serenissima nelle guerre con l\u2019impero e con i Visconti. Per questo si guadagna il titolo di fedelissima e il privilegio di scegliere, fra una rosa di nomi, il vicario della Valpolicella, un nobile chiamato a rappresentare gli interessi della vallata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019et\u00e0 della Serenissima \u00e8 l\u2019epoca dello sviluppo delle ville venete: ne sorgono un centinaio, soprattutto nella fascia pedemontana o sulle prime colline, vicine all\u2019Adige o alle principali strade, ognuna con un bel palazzo signorile, degli ampi rustici, un giardino con fontane e con un brolo (un campo coltivato a vigneto e frutteto) circondato da un alto muro. Talvolta c\u2019\u00e8 anche la cappella privata, ma con un ingresso pubblico e nel Settecento si diffonde la moda dei viali alberati, magari di cipressi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, con la crescita della popolazione, vengono ricostruite, ampliate, elevate ex novo numerose pievi e nascono le parrocchie, cio\u00e8 ogni chiesa \u00e8 retta da un curato, pagato dai fedeli stessi. Il Vicariato della Valpolicella si \u00e8 dotato di un proprio palazzo al centro di san Pietro in Cariano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno al 1630 si abbatte sulla Valpolicella, come su tutta Italia, il terribile flagello della peste, quella raccontata da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi: nel giro di un anno muoiono pi\u00f9 di met\u00e0 degli abitanti, lasciando deserti contrade e campagne, tanto che occorrer\u00e0 ben pi\u00f9 di mezzo secolo per recuperare il livello demografico ed economico precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine della Repubblica con la calata in Italia di Napoleone Bonaparte provoca una pesante crisi nel ceto aristocratico, si affermano nuove famiglie borghesi di commercianti e finanzieri, ma la vita nelle campagne non cambia. I 30 comuni rurali vengono ridotti a meno di 10 e dopo il Congresso di Vienna inizia la dominazione austriaca che non lascer\u00e0 grosse tracce nel territorio, se non la costruzione di alcuni complessi difensivi intorno alla Chiusa di Ceraino: negli anni \u201950, dopo la prima guerra di indipendenza, vengono costruiti, tra gli altri sul letto del fiume e sul versante di Rivoli, i forti di Monte e Ceraino e la strada che li collega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ottocento \u00e8 un secolo duro per i contadini: i contratti agrari sono pi\u00f9 pesanti, sono frequenti le annate di carestia e gravi malattie della vite, del baco da seta, dell\u2019olivo falcidiano i raccolti. L\u2019emigrazione della seconda met\u00e0 del secolo interessa, seppure con un certo ritardo, anchela Valpolicella, soprattutto nella fascia pi\u00f9 alta, dove la popolazione era gi\u00e0 abituata ad emigrare stagionalmente negli stati oltralpe per lavorare nei cantieri edili, o nelle miniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle propriet\u00e0 pi\u00f9 grandi comincia a diffondersi, accanto alla tradizionale e prevalente pratica del seminativo alberato e vitato, il vigneto specializzato, nascono le prime cantine moderne e le cantine sociali mentre il vino della Valpolicella affronta l\u2019esame della grandi rassegne internazionali, ad esempio a Parigi o Vienna. A cavallo del secolo si scatena la grande epidemia di fillossera, una malattia delle vigne che risparmia solo le grandi pergole davanti alle facciate delle corti e che costringe a ripiantare tutti i vigneti: il paesaggio cambia e alle viti maritate ad alberi come, frassini, olmi e aceri, si sostituiscono regolari filari con pali e pergole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Grande Guerra del 1915-18 \u00e8 stata molto sentita, sia perch\u00e9 ha praticamente eliminato generazioni di giovani, sia perch\u00e9 la prima linea era molto vicina (ancora oggi la Valpolicella confina col Trentino, che allora faceva parte dell\u2019Impero) ed erano molto diffusi interventi di sistemazione di strade e difese di retrovia. Inoltre le valli e le grotte della zona hanno ospitato i numerosi disertori che abbandonavano le vicine zone di guerra o i giovani del posto renitenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel ventennio fra le due guerre, che vede l\u2019affermazione del regime di Mussolini, dopo scontri sociali anche violenti in varie localit\u00e0 fra le leghe bianche del Partito Popolare e gli agrari appoggiati dal partito fascista, si estendono anche in aree marginali le campagne coltivate, con una ripresa del terrazzamento dei pendii con costruzione di muri a secco e si diffonde la meccanizzazione agraria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la seconda guerra mondiale la Valpolicella ospita in molte ville svariati comandi militari tedeschi, mentre la vicina linea ferroviaria del Brennero \u00e8 spesso sottoposta a massicci bombardamenti che coinvolgono anche le zone limitrofe. Il movimento della Resistenza si diffonde e opera soprattutto nelle zone montuose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dopoguerra, dopo un primo decennio di abbandono delle campagne e delle colture tradizionali, specialmente nelle fasce montana e collinare, l\u2019agricoltura vede una lenta, ma ininterrotta ripresa, affidata in un primo tempo alla frutticoltura e poi a un costante e crescente apprezzamento del vino di qualit\u00e0 e quindi della viticoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019espansione urbanistica legata al boom economico,la Valpolicella diventa la zona residenziale di pregio di Verona, destinata ad assorbire l\u2019esodo legato a un eccessivo inurbamento: ci\u00f2 ha provocato una massiccia urbanizzazione di alcune aree pianeggianti, ma ha lasciato intatte le colline, le valli pi\u00f9 piccole, le zone montuose, cosicch\u00e9, una volta entrati nel cuore della valle, infiniti sono i percorsi e gli angoli in cui immergersi per godere un paesaggio unico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Valpolicella, pi\u00f9 che una valle, \u00e8 un ventaglio di piccole valli, digradanti verso sud dai Monti Lessini\u00a0all&#8217;Adige\u00a0 dalle colline alle spalle di Verona al Monte Baldo. 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