{"id":601,"date":"2012-11-11T19:05:43","date_gmt":"2012-11-11T19:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocomarano.it\/v2\/?page_id=601"},"modified":"2012-11-11T19:05:43","modified_gmt":"2012-11-11T19:05:43","slug":"i-dolci-e-i-liquori","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/?page_id=601","title":{"rendered":"I dolci e i liquori"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\">Anche i dolci erano ben pochi e certamente non raffinati. Una curiosit\u00e0 \u00e8 che in quasi tutte le <em>pissote<\/em> con l&#8217;uva o con le ciliegie si usava l&#8217;olio in luogo del burro, il quale era destinato a preparazioni pi\u00f9 &#8220;ricche&#8221;: la <em>pasta frola<\/em>, la <em>spong\u00e0<\/em>: Anche la panna appena affiorata dal latte si usava per dolci particolarmente importanti: per esempio per la torta da portare, insieme ad una bottiglia di recioto bianco, alle puerpere.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Il giorno di San Martino (11 novembre) non passava senza aver consumato le castagne arrostite sul fuoco o bollite \u201ci peladei\u201d, che in Valpolicella venivano lessati sempre con l\u2019aggiunta di salvia, alloro e sale.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Il giorno di Santa Lucia (13 dicembre) i bambini trovavano sempre <em>\u201cle conse\u201d<\/em>, pastefrolline a forma di stella o di luna fatte con il burro e in mancanza con lo strutto del maiale e a Carnevale arrivavano le <em>fritole <\/em>con le mele<em> o le sossole<\/em> con la grappa.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Nelle festivit\u00e0 natalizie appariva il <em>nadalin<\/em> cosparso di mandorle e noci e a Pasqua le <em>brassadele<\/em> che venivano prima buttate nell&#8217;acqua bollente (<em>bro\u00e8<\/em>) e poi cotte nel forno, procedimento raro che ora pu\u00f2 destare incredulit\u00e0.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Se poi a tipico vogliamo dare anche il significato di povero, dobbiamo ricordare la gloriosa <em>pissota con<\/em> <em>l&#8217;onto de codeghin<\/em> che veniva fatta con il grasso affiorato dopo la cottura del cotechino. Si diceva che fosse\u00a0 perfetta imbevuta nel latte a colazione.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Alla sera, sulle braci del focolore che stavano per spegnersi, la massaia cuoceva la \u201c<em>pissotta sule brase\u201d, <\/em>una specie di piadina non lievitata, anch\u2019essa con l\u2019olio e il vino bianco e un po\u2019 di bicarbonato: certamente residuo e testimonianza delle antichissime focacce protostoriche.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Ma forse \u00e8 solo un segnale della presenza, accanto al gusto cittadino, della cucina di montagna: vedere l\u2019uso dei <em>peri trentossi<\/em> , cotti sotto la cenere, talvolta zuccherati e talvolta conditi con olio pepe e sale. Oppure si tratta di un sapiente uso di ingredienti poveri, come la zucca, affettata, cotta nel forno della <em>cucina economica<\/em> e data a merenda ai bambini, o anche i <em>tortei<\/em> di erba madre (partenio).<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico liquore della Valpolicella era e rimane la grappa, distillata spesso clandestinamente nelle case, con l\u2019aiuto e la partecipazione di tutto il vicinato. Veniva aromatizzata soprattutto con la\u00a0 <em>ruta <\/em>nella parte bassa e con i germogli di abete nella parte alta e serviva a conservare le ciliegie e l\u2019uva.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Ma il giorno di San Giovanni Battista (24 giugno) era ed \u00e8 d\u2019obbligo preparare il nocino con i malli delle noci ancora acerbe: il vaso rimane sul davanzale delle finestre, al sole, per i rituali quaranta giorni, non un giorno di meno, non un giorno di pi\u00f9.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Un altro liquore che risente sicuramente della vicinanza delle ville dei signori, \u00e8 l\u2019infuso con\u00a0 <em>l\u2019erba<\/em> <em>luigia, <\/em>arbusto spesso presente sotto il muro di casa, al riparo dal freddo: dolce ed aromatico \u00e8 liquore \u201cda donne\u201d che lo usano anche\u00a0 per i dolci.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche i dolci erano ben pochi e certamente non raffinati. 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