{"id":409,"date":"2010-09-04T19:37:06","date_gmt":"2010-09-04T19:37:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocomarano.it\/v2\/?p=409"},"modified":"2012-10-20T19:41:40","modified_gmt":"2012-10-20T19:41:40","slug":"il-tempio-di-minerva-ora-svela-i-suoi-segreti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/?p=409","title":{"rendered":"IL TEMPIO DI MINERVA ORA SVELA I SUOI SEGRETI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Rockwell Extra Bold'; font-size: xx-large;\">L&#8217;Arena\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'Rockwell Extra Bold'; font-size: large;\">04 settembre 2010<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">MARANO. Gli scavi sul monte Castelon danno i primi frutti e mostrano le forme del manufatto<br \/>\nIl tempio di Minerva ora svela i suoi segreti<br \/>\nAgnese Ceschi<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.prolocomarano.it\/rassegnastampa\/arena2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.prolocomarano.it\/rassegnastampa\/arena2.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"228\" \/><\/a>Dalle prime indagini \u00e8 emersa la pianta pressoch\u00e9 quadrata dell\u2019edificio pagano che risale al primo secolo dopo Cristo<br \/>\nSono iniziati sul monte Castelon gli scavi alla ricerca del tempio di Minerva e subito ci sono le prime scoperte sulla forma e le dimensioni del tempio.<br \/>\nIl monte Castelon potrebbe infatti diventare un parco archeologico: il tempio di Minerva \u00e8 solo il primo passo alla ricerca di interessanti testimonianze archeologiche sul monte che divide la valle di Marano da quella di Fumane. Sull\u2019antico tempio pagano risalente al primo secolo dopo Cristo si sta concentrando il progetto di scavo che ha avuto inizio il 2 agosto scorso per volont\u00e0 del sindaco Simone Venturini e condotto dal nucleo operativo della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto diretto da Brunella Bruno.<br \/>\nGli scavi si sono potuti avviare grazie a un importante finanziamento della Regione, in aggiunta ai 40mila euro destinanti dall&#8217;amministrazione comunale, ottenuto in virt\u00f9 delle incoraggianti scoperte del primo saggio di scavo del 2007.<br \/>\nGi\u00e0 nella prima giornata di lavoro tre anni fa, erano emersi i resti della pavimentazione e dei muri del tempio e durante la stessa campagna erano state rilevate anche testimonianze della presenza di un Castello fortezza di epoca scaligera. Questo aveva confermato le molte testimonianze di studiosi dell&#8217;antichit\u00e0, che avevano posto la loro attenzione in passato su quest&#8217;area particolarmente promettente dal punto di vista archeologico. La zona infatti conserva tracce della presenza dell&#8217;uomo fin dall&#8217;epoca preistorica e a testimoniarlo ci sono i numerosi rinvenimenti di materiale archeologico.<br \/>\nFin dagli inizi dell&#8217;Ottocento il conte Giovanni Girolamo Orti Manara, figura di spicco e studioso di antichit\u00e0 locali, avanz\u00f2 l&#8217;ipotesi di un&#8217;eventuale relazione tra il toponimo Minerbe, antico nome della localit\u00e0, e la presenza di un luogo sacro dedicato alla dea romana.<br \/>\nLe indagini dell&#8217;epoca permisero di scoprire resti murari, alcuni manufatti architettonici e reperti mobili, su cui emergevano una decina di dediche a Minerva. Ci\u00f2 conferm\u00f2 le supposizioni dello studioso: la presenza intorno al primo secolo dopo cristo di un santuario che fungeva da riferimento per la comunit\u00e0 locale, votato alla divinit\u00e0 a cui si attribuivano doti profetiche e taumaturgiche.<br \/>\nInfatti sulle diverse iscrizioni sacre rinvenute il tempio viene ripetutamente definito \u00abfanum\u00bb e cio\u00e8 santuario extraurbano.<br \/>\n\u00abGli scavi effettuati in queste prime settimane hanno confermato la dimensione completa del tempio che ha una pianta pressoch\u00e9 quadrata 8 metri per 7,5, dimensioni emerse dal disegno del pittore Giuseppe Razzetti redatto sulla base delle testimonianze dell&#8217;Orti Manara\u00bb, spiega il sindaco.<br \/>\n\u00abL&#8217;unica discordanza sembra essere nella forma. L&#8217;ambiente rettangolare del disegno \u00e8 invece pressoch\u00e9 quadrato. Le misure indicate in numeri, per\u00f2, sembrano corrette. Se ci\u00f2 fosse vero, il colonnato a nord del tempio sarebbe a circa 5 metri, in una zona dunque dove non abbiamo mai scavato. Proseguiremo dunque verso nord. Verso ovest, dove abbiamo scavato in questi giorni abbiamo rinvenuto tutti gli elementi basali del tempio\u00bb, aggiunge.<br \/>\nDal sindaco quindi le prime incoraggianti notizie riguardo alla morfologia del tempio. Tanto incoraggianti sono le aspettative, quanto problematico risulta mettere in sicurezza il luogo, che presenta una formazione a terrazzamenti. \u00abIl tempio si sviluppa sotto una scarpata molto ripida che va rimodellata per consentire la prosecuzione degli scavi in sicurezza. Dovremo perci\u00f2 sospendere, rimodellare la scarpata e solo dopo riprendere gli scavi archeologici veri e propri. Dovremo poi cominciare a pensare a una sistemazione definitiva dell&#8217;area che ha un notevole pregio paesaggistico. La copertura del tempio, il cui pavimento in coccio-pesto va necessariamente protetto, dovr\u00e0 essere sviluppata secondo gi schemi della &#8220;land architecture&#8221;. Coinvolgeremo un architetto in grado di sviluppare un approccio adeguato alla circostanza\u00bb, dice Venturini.<br \/>\nPer la ricchezza delle testimonianze emerse sul Castelon l&#8217;intenzione \u00e8 di mappare in maniera ampia tutta l&#8217;area, anche se per il momento il progetto si concentrer\u00e0 sugli scavi di epoca romana. \u00abI finanziamenti ottenuti da parte della direzione beni culturali guidata dalla dottoressa Bressani testimoniano che la Regione ritiene questo uno dei siti archeologici pi\u00f9 promettenti\u00bb, continua il sindaco, \u00abQualora i risultati degli scavi si rivelassero di rilievo, l&#8217;intento \u00e8 quello di fare dell&#8217;area un parco archeologico, che comprenda anche la zona del Castello scaligero, non oggetto di questa campagna di scavo. Gli scavi, che dureranno presumibilmente un paio di mesi, riguarderanno anche zone pi\u00f9 periferiche perch\u00e9 abbiamo motivo fondato di ritenere che le presenze umane lass\u00f9 fossero molto pi\u00f9 distribuite\u00bb conclude.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Arena\u00a004 settembre 2010 MARANO. 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