{"id":543,"date":"2012-11-11T17:50:35","date_gmt":"2012-11-11T17:50:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.prolocomarano.it\/v2\/?p=543"},"modified":"2012-11-18T10:17:43","modified_gmt":"2012-11-18T10:17:43","slug":"camminare-per-comprendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/?p=543","title":{"rendered":"Camminare per comprendere"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/valsorda\/images\/valsorda0082.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"600\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/valsorda\/images\/valsorda0082.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/valsorda\/images\/valsorda0082.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"216\" \/><\/a>Ognuno di noi si porta dentro le sue strade: strade della memoria legate a persone, a cose scomparse, agli entusiasmi delle prime esplorazioni, ai luoghi dell\u2019infanzia; strade del cuore popolate di visi, di luci particolari, di incontri; strade della vita, fondali e quinte del nostro teatro quotidiano. Se poi si ha la ventura di abitare da tempo le stesse strade, cresce dentro la convinzione di conoscerne l\u2019intera trama e soprattutto di essere gli unici depositari degli snodi pi\u00f9 segreti e pi\u00f9 nascosti. Col passare degli anni si arriva perfino a rinominare una vasta area, come la Valpolicellaper esempio, pian piano solcata da una strada di castagni o un sentiero degli alberi rossi, il quale a sua volta parte dalla \u201cbrughiera\u201d, proprio in corrispondenza del prato delle orchidee, mentre il giro dei ciliegi \u00e8 molto pi\u00f9 in basso e tocca anche la costa degli ulivi e cos\u00ec via.<br \/>\nPrima o poi ti capita per\u00f2 di scoprire che altri han camminato la stessa erba e le stesse pietre, altri han fermato gli occhi sugli stessi colori e le stesse figure, altri si son incuriositi e meravigliati per un albero, una marogna, una vecchia casa, un panorama. Vuol dire che questa terra, come tutte le terre, \u00e8 disponibile ad ospitare le radici di chiunque e non solo di chi crede di averne bevuto ogni succo: \u00e8 sufficiente stabilire un contatto non frettoloso e non superficiale. Infatti per essere adottati da una nuova \u201cpatria\u201d (cosa sempre pi\u00f9 utile visto l\u2019andare del mondo) occorre qualche semplice accorgimento: in primo luogo occorre camminare, calpestare, con l\u2019indolenza e la tranquillit\u00e0 di chi non ha mete precise e prefissate, ma anche misurare con i propri passi un ambiente di cui non si vuole perdere nemmeno un frammento, vedere con i propri occhi da vicino quello che si trova dentro un panorama ma di solito non si vede. In secondo luogo \u00e8 necessario calarsi dentro le cose, dentro la storia, dentro gli uomini che secoli su secoli hanno costruito, modificato, sostituito, e anche deturpato: si deve imparare a cogliere nelle case, nei campi, nei singoli alberi, nei capitelli ai crocicchi, la voce, la mentalit\u00e0, la logica d\u00ec chi li ha fatti, utilizzati, conservati. Capiter\u00e0 magari di non cogliere, di non voler vedere le immancabili brutture antiche e soprattutto recenti, e anzi di guardare con una malcelata bonomia sia le case geometresche tutte gronde e poggioli, sia i nanetti dispersi fra tuie e araucarie, sia le dighe cementizie, ultimo baluardo, dicono, della viticoltura collinare. Ma non importa, perch\u00e9 nel frattempo si sar\u00e0 presentata l\u2019opportunit\u00e0 di gustare il nuovo verde minore delle siepi non pi\u00f9 coltivate, o le ardite balconate delle marogne di calcare, o il fascino di una casa colonica da tempo disabitata o i pochi alberi residui di un curatissimo poderetto. Una volta che si \u00e8 imparato a guardarsi attorno, a capire e ad apprezzare \u00e8 quasi automatico arrivare alla terza fase di integrazione con l\u2019ambiente, quella pi\u00f9 personale e creativa. \u00c8 il momento di ricomporre un proprio reticolo di strade, di percorsi; di riconoscere una trama sempre pi\u00f9 fitta di simpatie e affinit\u00e0 con i singoli elementi del territorio in questione; di lasciarsi trascinare fuori dai tracciati dai propri occhi e dalle proprie gambe. Gli \u201cincontri\u201d a questo punto sono i pi\u00f9 vari, ma sempre interessanti: ecco, ad esempio, il kitsch delle ringhiere e delle recinzioni, nato dall\u2019insanabile scontro fra aspirazioni estetiche e pulsioni sociali; oppure la signorilit\u00e0 antica delle torri colombare a segnalare le pi\u00f9 prestigiose corti contadine. Per non parlare delle fontane, alcune nascoste o abbandonate, tutte o quasi col mortificante \u201cacqua non potabile\u201d, dei capitelli e degli altri innumerevoli segni del sacro (croci in pietra e in ferro, persino qualche \u201ccrocetta\u201d d\u2019ulivo appesa al capo d\u2019un mare, lapidi votive a rammentare una disgrazia non sempre evitata).<br \/>\nOgni viaggiatore pu\u00f2 specializzarsi in un suo campo esclusivo, magari ai margini o al di fuori della ricerca tradizionale: architettura e urbanistica delle marogne, ad esempio, oppure forma e funzione dell\u2019orto domestico o del \u201ccasotto\u201d in campagna, o anche cultura e tradizione della viticoltura e nella civilt\u00e0 del vino in genere.<a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/images\/4passi0017.jpg\" data-lbwps-width=\"640\" data-lbwps-height=\"480\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/images\/4passi0017.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/images\/4passi0017.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"173\" \/><\/a><br \/>\nMa poi ci sono i fiori, gli animali, le pietre stesse e la loro preziosa storia, i boschi di rovere\/la e le macchie scure delle pinete, punteggiate di processionaria, e quindi gli aspetti pi\u00f9 strettamente agrari del paesaggio: il rigoglioso mare di vigneti che a primavera cede il passo alle ondate bianche dei ciliegi in fiore, qualche campo di mais, gli alberi di pero, di noce, di fico, un tempo gioielli di ogni campagna, gli ormai pochi gelsi e l\u2019invadente robinia, i viali di cipressi e i pioppi lungo i torrenti.<br \/>\nUn\u2018attenzione particolare meritano i posti di ristoro. Per gustare tutto il sapore occorre per\u00f2 non limitarsi all\u2019assaggio di qualche piatto: bisogna annusare l\u2019aria, per sentire brani di vita, di storia, disponibili nel contatto con i ristoratori quasi mai anonimi e impersonali (anche un brodo che sa di fumo \u00e8 pi\u00f9 eloquente di un vitello tonnato); bisogna stare attenti a cogliere il difficile equilibrismo fra tradizione e moda, fra la genuinit\u00e0 autentica e quella professionale, fra attitudine alla semplicit\u00e0 e voglia di pittoresco. Anche il menu va letto fra le righe, non tanto nella preoccupazione di essere turlupinati, quanto in quella di perdere un pretesto, un colloquio, una stretta di mano. Perch\u00e9 ogni itinerario parte per paesi, per luoghi per cose e arriva invece a popoli, persone, gente, uomini e alla fine, di solito, a se stessi.<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ognuno di noi si porta dentro le sue strade: strade della memoria legate a persone, a cose scomparse, agli entusiasmi delle prime esplorazioni, ai luoghi dell\u2019infanzia; strade del cuore popolate di visi, di luci particolari, di incontri; strade della vita, fondali e quinte del nostro teatro quotidiano. Se poi si ha la ventura di abitare &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/?p=543\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":523,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-543","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-quattro-passi-di-gusto","nodate","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=543"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/543\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":547,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/543\/revisions\/547"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/proloco\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}