venerdì 11 aprile 2008 provincia pag. 27
FUMANE. A Verona riunione tra tecnici e politici sul proposto ampliamento
dell’area mineraria e degli impianti
Cementificio, Provincia
alla scelta sui nuovi scavi
Fumane ridotta a zona industriale, per adeguare le strade al progettato
ampliamento del cementificio. Una prospettiva emersa alla riunione delle
commissioni ambiente e lavori pubblici della Provincia, dove i consiglieri
hanno ascoltato i tecnici di viabilità e inquinamento. Il cementificio si
trova nella valle dei Mulini, «in una stretta gola», ha spiegato
Elisabetta Pellegrini, funzionaria provinciale, ingegnere ed esperta di
strade e traffico, «in una zona di particolare interesse paesaggistico
oltre che agroalimentare». Insomma: siamo tra case e vigneti del
Valpolicella Docg. Per portare lassù altri camion «non è con due rotonde
che risolviamo il problema», ha continuato l’esperta, «la soluzione è più
complessa e onerosa». Bisognerebbe scavare gallerie, sotto la Madonna
della Salette o sulla collina dall’altra parte della vallata. Oppure
passare sopra le case con un viadotto, stile Porto Marghera o Litoranea di
Genova. L’esperta ha ricordato cosa significa l’aumento di traffico
pesante, non solo in termini di inquinamento: «Cresce il rumore
nell’abitato, aumentano gli incidenti stradali e nelle zone interessate
viene colpita la socializzazione». Da paese di campagna a periferia, dal
terroir à la banlieue.
Entrato nelle ovattate stanze della Provincia solo come problema di
viabilità, il caso del cementificio è esploso in tutta la sua complessità.
Il proposto ampliamento degli scavi (sei milioni di metri cubi da
estrarre, anche dentro il Parco naturale regionale della Lessinia, che si
oppone al Tribunale amministrativo) fa dire a Giorgio Girelli (Forza
Italia): «Evidentemente il cementificio vuole continuare a scavare almeno
per 50 anni». La concessione alla Cementirossi è stata prorogata fino al
2025, ma solo uno sfruttamento ben più prolungato della zona, argomentano
i consiglieri, giustificherebbe gli annunciati investimenti per 90 milioni
in un nuovo stabilimento a Fumane, con un forno da 90 metri, più alto
della Torre dei Lamberti.
«Mi aspettavo di sentire contestare l’ampliamento del cementificio», dice
Sergio Ruzzenente (Partito democratico). «Bisogna dare una scadenza al
cementificio», dice Paolo Ferrari (Sinistra arcobaleno), rievocandone le
origini nel lontano 1962, «mentre ora la Valpolicella è il vino,
un’agricoltura di primordine. I tecnici ci dicono che le emissioni di
diossina sono sotto i limiti di legge», riassume ancora Ferrari dopo la
relazione in aula dell’agenzia regionale protezione ambientale. «Ma la
diossina resta diossina, e si è accumulata per 50 anni. La politica deve
orientare, non giocare al ribasso. Dobbiamo trovare una soluzione al caso,
di qui a dieci anni, e invece qui dentro questa preoccupazione non la
sento».
Scarato (Sinistra arcobaleno) sogna «lo spostamento del cementificio in
Paesi terzi». Anche D’Arienzo (Pd) invita a «non limitare il problema alla
viabilità», ricorda l’opposizione all’ampliamento degli scavi da parte del
Parco regionale e conclude che «non si può trasformare in zona industriale
un’area a vocazione agricola di grande pregio». Albanese (Forza Italia)
invita ad «attenzione particolare per un’attività economica non
indifferente, senza nessuna posizione preconcetta». Sabaini (Udc) è a
favore del cementificio: «Spostarlo? Allora anche Marmi Quarella e tutte
le cave di Pescantina, che provocano più guai sulle strade. È un’industria
sana, ha sempre lavorato bene e in simbiosi con l’amministrazione
comunale». L’assessore all’agricoltura Dionisio Brunelli, invidia al
Comune di Fumane «i tre milioni che incassa dal cementificio». A proposito
dell’ampliamento Sabain conclude: «L’autorizzazione sia data in fretta, se
no ci sarà la cassa integrazione per gli operai». L’ampliamento degli
scavi attende la valutazione di impatto ambientale dalla Regione. Deciderà
Venezia, che sta esaminando relazione della Cementirossi e critiche di
ambientalisti e Parco della Lessinia. Alla Provincia, già da due mesi, è
stato richiesto il suo parere. Sì o no? L’assessore Brunelli: «Non conosco
il progetto di ampliamento. Non ho un’idea». G.A.
venerdì 11 aprile 2008 provincia pag. 27
Una politica
da buoni
conservatori
Gli investimenti annunciati dal cementificio di Fumane, e l’acquisto di
terreni per le future estensioni della miniera a cielo aperto, fanno
pensare a programmi di scavo anche oltre la scadenza della concessione
mineraria, già protratta al 2025. Un amministratore di lungo corso, l’ex
sindaco democristiano di Marano, Pietro Clementi, è intervenuto sull’Arena
per chiedere invece di porre un limite allo sfruttamento di questo
territorio ancora intatto tra Valpolicella e Lessinia: ci sono i legittimi
interessi d’impresa, ma oggi l’economia della Valpolicella è legata al
vino e alla tutela dell’ambiente. La prima condizione dello sviluppo,
anche economico, è che l’ambiente sia conservato.
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