FUMANE e MARANO. Dopo le dichiarazioni del vicepresidente provinciale,
intervengono i consiglieri della Valpolicella
Il cementificio divide la Lega
«Lavoro ma anche ambiente»
Giancarla Gallo
Castelletti e Pescarin: «Mancano il parere della Soprintendenza, il
piano della viabilità, l’Aia e c'è un ricorso al Tar. Quindi è ancora
tutto in ballo»
Venerdì 18 Giugno 2010PROVINCIA,pagina 29giornalee-mailprint
Levata di scudi, a Fumane e MARANO, dopo le dichiarazioni dell’assessore
provinciale all’ambiente, Fabio Venturi, sul nodo dell’ampliamento del
cementificio. Le posizioni dell’esponente leghista sono risultate
piuttosto divergenti rispetto a quanto il suo partito, la Lega nord, ha
sempre sostenuto sulla salvaguardia dell’ambiente in Valpolicella.
Il Carroccio, per fare chiarezza, ha organizzato un incontro, e la
stessa cosa farà il Consorzio tutela vini Valpolicella, che invece la
questione la analizzerà sotto un profilo economico-produttivo. Nei
giorni scorsi, comunque, i consiglieri provinciali della Lega, Ivan
Castelletti e Zeno Pescarin, hanno incontrato alcuni produttori per
sentire le loro ragioni.
«Le aziende agricole, le cantine e i produttori del vino Valpolicella
sono preoccupati per la situazione. Dal punto di vista politico c’è da
precisare che la Provincia», sostiene Castelletti, «ha espresso solo un
parere di compatibilità ambientale sul progetto di ampliamento dello
stabilimento. Mancano il parere vincolante della Soprintendenza, tutto
il piano della viabilità, l'Autorizzazione integrata ambientale e c'è un
ricorso al Tar che verrà discusso a novembre. Quindi è ancora tutto in
ballo. Così pure per lo scavo a Marezzane».
E sulla possibilità che il mancato ampliamento possa portare alla
perdita di posti di lavoro? «Certamente è necessario tutelare
l’occupazione», continua il consigliere Castelletti, «ma va tutelato
anche l’ambiente e le aziende viti-vinicole che operano in Valpolicella.
Il vino ha come valore aggiunto il territorio e l’ambiente in cui viene
prodotto. La situazione è seria. Ritengo necessario aprire un confronto
con tutti gli attori sociali e con le comunità locali per adottare tutti
i provvedimenti cautelativi necessari e per attivare risorse e
alternative possibili per uno sviluppo che garantisca salute e
occupazione».
Anche il capogruppo della Lega nord di MARANO, Paolo Zardini, esprime
forti perplessità: «Troppo poco è stato fatto per la salvaguardia del
comparto vitivinicolo e del collegato indotto economico. Il confronto,
aizzato anche dai sindaci, si sta traducendo in una guerra tra poveri:
da una parte i lavoratori della cementeria, dall’altra un comparto che
vive pressoché di immagine e di territorio; sopra le parti una politica
attendista, incapace nel lasso di tempo di quindici anni, quando scadrà
l’autorizzazione allo scavo, di formulare un piano di ricollocamento
occupazionale per i cento dipendenti della cementeria. Se avessimo
amministratori più attenti salveremo capra e cavoli, garantendo serenità
a chi lavora in questa industria, ma anche eviteremo di ipotecare il
futuro all’economia storica della Valpolicella rappresentata dal
comparto vitivinicolo agroindustriale e del collegato indotto economico,
cioè ristorazione, pernottamento, servizi, turismo».
Dell’idea che la cementeria resti in Valpolicella fino alla scadenza del
2025, ma non oltre, è anche il consigliere regionale dell’Italia dei
valori Gustavo Franchetto: «Dobbiamo riconoscere all’azienda di aver
scritto dignitosamente la sua storia», spiega, «ma bisogna ora
considerare il valore acquisito dalla Valpolicella e pensare al suo
futuro. I valori trainanti si sono spostati dalla fabbrica all’ambiente,
e quindi l’azienda va spostata. Bisogna dare tempo sia ai lavoratori che
alla cementeria di organizzare questo spostamento. Fa specie che un
assessore all’ambiente come Venturi assuma una posizione di quel tipo,
senza prudenza, col pericolo che un forno più moderno venga utilizzato
come coinceneritore, con tutti i problemi connessi. Ho richiesto un
consiglio regionale straordinario per discutere di questa situazione e
di quella delle cave». |
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Lettera contro Bianchi
«Eletto lui o Frapporti?»
Venerdì 18 Giugno 2010PROVINCIA,pagina 29giornalee-mailprint
Domenico Bianchi di Fumane
Trentatre elettori FUMANEsi avevano chiesto un incontro con
l’amministrazione comunale per esporre dubbi e preoccupazioni legati al
cementificio. Ma venerdì scorso il sindaco, Domenico Bianchi, non si è
presentato. Allora i cittadini, delusi, gli hanno inviato una lettera
molto dura, in cui prendono in considerazione lo scarto di soli cinque
voti rispetto a Mirco Frapporti, grazie al quale l’esponente del
centrodestra ha vinto le elezioni nel 2009. Scarto determinato da una
campagna elettorale che faceva leva proprio sulle problematiche legate
alla cementeria. «Evidentemente per lui tutto è chiaro: si muove, va,
vota, cerca fondi per nuove strade, senza sentire nessuno.... un uomo
solo al comando! Le uniche persone che incontra sono i dirigenti della
Cementirossi», è l’attacco della lettera. «Ora si preoccupa molto dei
lavoratori del cementificio e dei camionisti, ma gli uni e gli altri
hanno votato Frapporti, perchè il programma elettorale di Bianchi non
era convincente per loro. Ma parte della sinistra sta cambiando idea su
molti aspetti del nuovo impianto. Avevamo letto un programma elettorale
dove si parlava di referendum prima di qualsiasi decisione, di
agricoltura, di delibere da cambiare. Ci torna il dubbio: è stato eletto
Bianchi o Frapporti? Ormai è chiaro, il suo cuore batte ancora come
quando, da giovane sindaco, in una intervista al Nuovo Veronese
affermava che il Cementificio per FUMANE era come Babbo Natale tutto
l'anno! Noi siamo quelli di prima, figli dei nostri padri, orgogliosi
delle nostre tradizioni, non facciamo chiasso, volevamo solo dire al
nostro sindaco, al sindaco di tutti i FUMANEsi, quello che pensavamo
riguardo al cementificio. Tre anni passano veloci, più veloci di quanto
il sindaco pensi, e alla scadenza sapremo cosa fare. Per adesso siamo
decisi a batterci con ogni mezzo, sarà una battaglia dura senza sconti.
Le approvazioni e le autorizzazioni da “confezionare” sono ancora
molte...»
«Ho sempre cercato di rispondere alle richieste dei cittadini», commenta
il sindaco Domenico Bianchi, «in una dialettica serena e corretta. Non
mi meraviglio che ci siano persone che dissentono nell'ambito di un
confronto civile. Il discorso e le proposte vanno incanalate in una
programmazione di attività che verranno fatte come promesso a tempo
debito».G.G. |