La tangenziale aggirerebbe Fumane. L’uscita del «minitraforo» davanti alla Cementirossi
La superstrada dei marmisti
tra le colline dell’Amarone
Piano all’esame della Provincia, previsto anche un tunnel
FUMANE — In Valpolicella non si vive di solo vino, benché pregiato. Ci sono anche il marmo e il cemento, con il loro contorno di autotreni. Ne sa qualcosa chi è costretto a convivere ogni giorno con il traffico pesante che asfissia la valle. Che la soluzione però possa essere una nuova tangenziale attorno al centro di Fumane - opera fortemente sponsorizzata dai marmisti della zona e ben vista anche da alcuni sindaci - è tutto da vedere. La nuova offensiva per caldeggiare l’opera, per cui è già stato realizzato uno studio di fattibilità, è in ogni caso partita. L’idea è quella di realizzare un passante stradale ad ovest di Fumane: si innesterebbe sulla strada provinciale, poco prima del centro abitato, attraversando una delle zone più belle più belle e pregiate della Valpolicella, ricca di vigneti di Amarone, olivi e boschi, con un tratto in trincea e uno in galleria (circa 900 metri), fino a sbucare all’altezza del cementificio Rossi. Lo stesso per cui si attende ancora il parere definitivo della Provincia su un controverso piano di ampliamento e ammodernamento, che prevede tra le altre case una nuova torre di 103 metri di altezza.

E proprio a questa decisione - scongiurata dai comitati ambientalisti ma anche da alcuni importanti produttori vinicoli - sono legate le chance della tangenziale. Il perché lo spiega candidamente Nereo Destri, sindaco di Sant’Ambrogio e patron della Marmi Lanza. «Se il piano verrà accolto, potremmo portare al cementificio i fanghi della lavorazione del marmo», spiega. Una possibilità per altro prevista anche dagli stessi dirigenti del cementificio: usando gli scarti della lavorazione delmarmo per produrre il cemento, si scaverebbe di meno nelle cave di marna. I classici due piccioni con una fava. In quel caso, prosegue il primo cittadino- marmista, i marmisti stessi avrebbero interesse a finanziare (in parte) la superstrada perché, portando i loro scarti al cementificio, risparmierebbero i costi dello smaltimento in discarica. La tangenziale non interessa solo ai marmisti. Per il sindaco di Fumane, Domenico Bianchi, la strada è importante, prima di tutto, perché «collegando la Lessinia alla grande viabilità risolverebbe i problemi del traffico pesante per la cittadinanza». Oggi i tir attraversano direttamente il centro urbano del suo paese. Bianchi sta lavorando per coinvolgere altri sindaci della zona, tra cui quelli di San Pietro in Cariano e Negrar, per concordare una bozza di lettera da spedire alla Provincia.

Ai Palazzi Scaligeri si è già tenuto un incontro preliminare, nello studio dell’assessore alle attività produttive Fausto Sachetto, cui è stata chiesta la disponibilità di inserire l’opera nella programmazione provinciale. «Se son rose fioriranno - dice lui - sarebbe un’opera importantissima perché risolverebbe i problemi di molte aziende. In ogni caso sarà un percorso lungo». Da verificare, in particolare, quanti soldi sono disposti a mettere sul piatto i privati. Perché di soldi, la Provincia, proprio non ne ha. Secondo Bianchi, l’opera verrebbe a costare circa 30 milioni di euro. «Un discorso prematuro - avverte, con una certa freddezza, l’assessore provinciale alla Viabilità Andrea Bassi - io finora non ho visto nessun progetto, bisogna prima capire di cosa si parla».

La superstrada dei marmisti che rispunta ora all’attenzione degli amministratori non è certo una novità. Lo studio di fattibilità era stato commissionato dalla vecchia amministrazione di Fumane (di centrosinistra), che aveva ipotizzato sei diverse ipotesi. Arrivando a bocciare, alla fine, la tangenziale. «Sarebbe una cosa fuori di testa - secondo l’ex sindaco Mirco Frapporti - costerebbe 50mila euro l’anno solo per la manutenzione ordinaria. E tutto questo per 500 camion al giorno, sarebbe una spesa assurda. Solo l’allestimento del cantiere della galleria devasterebbe un territorio pregiato per almeno cinque, sei anni. Una cosa fuori dalla grazia di Dio. Senza contare che la Provincia non ha nemmeno i soldi per la bretellina tra la provinciale e Mazzurega, già prevista dal piano delle opere». E se la superstrada la finanziassero i marmisti, magari con l’apporto del cementificio? «Pura propaganda », secondo Frapporti. Forse è così. O forse no. Di certo, la convivenza in Valpolicella di un’economia fondata sulla vite e sui vini di pregio (con il possibile volano del turismo enogastronomico), e di un’altra legata allo sfruttamento della pietra e della marna e al cemento si farà, col tempo, sempre più difficile. Il futuro della tangenziale di Fumane sarà l’ennesimo banco di prova: il suo destino aiuterà a comprendere da che parte penderà la bilancia.

Alessio Corazza