L'Altro Giornale  del 04 aprile 2011

 

E’ datata 1 marzo 2011 la sentenza con cui il Tribunale amministrativo del Veneto ha accettato il ricorso contro l’Industria Cementi Giovanni Rossi s.p.a. di Fumane presentata nel 2009 da sette privati cittadini e dalle associazioni Legambiente, Fumane futura, col suo presidente Mimmo Conchi e Valpolicella 2000, guidata da Daniele Todesco.
La sentenza emessa dal Tar boccia in sostanza il progetto di ampliamento e ammodernamento della struttura fumanese, compresa la realizzazione della torre di 103 metri di altezza per un nuovo forno a cicloni.
Per quanto concerne invece l’utilizzo dei rifiuti all’interno dello stabilimento il Tar ha annullato tutte le delibere approvate in passato dalla Provincia di Verona: in attesa di un nuovo atto amministrativo in merito, non sarà più possibile mescolare all’impasto di cemento le ceneri pesanti derivanti dai rifiuti.
Nessuna novità invece relativamente agli scavi di Marezzane, per la quale la mobilitazione popolare continua: il 26 marzo scorso il teatro di San Pietro in Cariano ha ospitato infatti l’incontro Artisti per Marezzano, mentre un altro appuntamento è previsto per maggio con la festa di primavera “Marezzane non si tocca”.
Di seguito gli interventi dell’ingegner Giuseppe Fais, direttore tecnico di Cementirossi, del sindaco di Fumane, Domenico Bianchi e dei rappresentanti di Fumane futura, Legambiente Verona e dell’associazione Valpolicella 2000
Silvia Accordini

LE ASSOCIAZIONI

«La sentenza dell’1 marzo rappresenta un momento storico per la Valpolicella – affermano i rappresentanti di Legambiente Verona, Fumane futura, Valpolicella 2000 -. Una valanga di messaggi, mail, telefonate sono giunte non solo ai promotori del ricorso: un tam tam che si dilata oltre i confini della valle, un’eco che corre e riossigena le lotte e le speranze. Un risultato sentito come proprio da molti. Questa è la vittoria. Una tappa importante, un segnale di svolta è stato dato. Non è più questione di meriti, ma di una responsabilità che viene affidata a ognuno, che a sua volta con il suo pezzo può comporre un puzzle in cui la bellezza della nostra terra ridiventa gusto di viverla senza ricatti nè paure, da cittadini che sanno gioire e commuoversi per i segni di una nuova stagione che avanza. E’ la tappa di un viaggio, ancora lungo e forse faticoso, ma è bello sentirsi parte di sogni condivisi. Questa sentenza, bloccando un processo innescatosi da anni, rappresenta un’occasione per ripartire da zero e valutare che cosa fare per il futuro della Valpolicella. E’ un invito per un diverso sguardo sia al passato che al futuro, dimostrazione del fatto che il paesaggio finalmente diviene quel elemento costituzionalmente garantito e discriminante per la valutazione degli impatti. Un elemento chiave e di ulteriore presa di coscienza per la Valpolicella e la sua economia. L’azienda con questa sentenza non chiude, ma deve rivedere completamente i suoi progetti di permanenza e soprattutto prendere coscienza di dov’è e, come da anni chiediamo, mettere in campo un piano B: se non può rilanciare la produzione, se non può scavare a Marezzane, cosa intende fare? Con quali percorsi? A questo punto – concludono – prossimo obiettivo sarà salvare Marezzane».

GIUSEPPE FAIS PER CEMENTI ROSSI

«Prendiamo atto e rispettiamo la decisione del TAR - ha commentato l’Ingegner Giuseppe Fais, direttore tecnico Cementi Rossi -, pur rimanendo assolutamente convinti della bontà dei progetti presentati, preliminarmente autorizzati a livello provinciale, aventi l'obiettivo di ridurre l’impatto della nostra attività e di perseguire un equilibrio sostenibile tra lo sviluppo economico, la salvaguardia dei posti di lavoro diretti e indiretti e le imprescindibili esigenze di tutela del territorio che ci ospita. Per questo stiamo attualmente ipotizzando eventuali prossime azioni di ricorso da presentare alle sedi competenti. Inoltre – aggiunge - è importante sottolineare che la nostra azienda crede fortemente in una condotta di comportamento improntata al dialogo e alla totale trasparenza e che, in virtù di ciò, è stata sempre costante la nostra disponibilità al confronto con tutte le parti, anche nel recepire concretamente le richieste di modifica al nostro progetto di ammodernamento. Siamo infine convinti che il cementificio da sempre contribuisca al benessere della comunità locale, sia direttamente, sia alimentando un significativo indotto, e che una chiusura produrrebbe solo un impoverimento del territorio».

BIANCHI SINDACO DI FUMANE

«Come amministrazione rispettiamo i giudizi dati da chi di competenza – esordisce Domenico Bianchi, sindaco di Fumane nel commentare la sentenza emessa dal Tar del Veneto relativamente alla questione Cementirossi -. In ogni caso, non smentiamo nulla di ciò che abbiamo sostenuto fin’ora. Il parere dell’amministrazione comunale non cambia. La sentenza dell’1 marzo “tocca” il Comune relativamente, che è implicato unicamente per i pareri espressi: i documenti annullati sono stati firmati infatti dalla Provincia di Verona. Ciò che ci tengo a precisare – conclude il primo cittadino è tuttavia che purtroppo in questi anni sono state espresse valutazioni a priori, senza aver considerato il quadro complessivo della situazione, cosa che invece sarebbe necessaria davanti ad un argomento tanto delicato come quello in questione. Per quanto riguarda infine l’attività del Cementificio – conclude Bianchi - è chiaro che l’attività continuerà, pur con i nuovi limiti imposti, in attesa di un provvedimento definitivo».