{"id":81,"date":"2012-11-10T11:34:10","date_gmt":"2012-11-10T10:34:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valpolicella2000.it\/a\/?page_id=81"},"modified":"2012-11-10T11:46:16","modified_gmt":"2012-11-10T10:46:16","slug":"grotte-carsiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/valpolicella2000\/?page_id=81","title":{"rendered":"Grotte carsiche"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_19.jpg\" data-lbwps-width=\"600\" data-lbwps-height=\"800\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_19.jpg\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"202\" \/><\/a>Nella parte alta del comune di Marano di Valpolicella, che d\u00e0 sulla Valle dei Progni, tra il &#8220;Rio Baiaghe&#8221; e la &#8220;Val Sorda&#8221;,\u00a0ci sono diverse grotte, molto interessanti. La zona fa gi\u00e0 parte del parco naturale della Lessinia, assieme alla Val Sorda \u00a0ed al Parco delle Cascate di Molina. Purtroppo \u00e8 anche interessata, in particolare il Rio Baiaghe e Marezzane, \u00a0da future escavazioni di marna da cemento, a seguito della &#8220;concessione mineraria&#8221; della durata di 25 anni.La bellezza di questi posti \u00e8 indescrivibile, i tesori che nasconde si possono solo immaginare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I covoli di Marano, sul ripido e boscoso versante della valle del rio <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_02.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"600\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_02.jpg\" alt=\"\" width=\"173\" height=\"130\" \/><\/a>baiaghe, erano conosciuti dalle popolazioni locali fin all\u2019antichit\u00e0.\u00a0La loro frequentazione \u00e8 testimoniata dal ritrovamento al loro interno di alcuni reperti (selci, punteruoli, ecc.).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_04.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"600\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_04.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"156\" \/><\/a>L\u2019ORIGINE DEI\u00a0<strong>Il paesaggio carsico di superficie del versante occidentale di Monte Coroni (m.788 s.l.m.), in Comune di Marano di valpolicella, \u00e8 caratterizzato dall\u2019affioramento di rocce carbonatiche, costituite da calcari dolomitizzati, e dall\u2019assenza di una idrografia superficiale attiva.<br \/>\nAnche i covoli di Marano, come la maggior parte delle oltre 800 cavit\u00e0 della Lessinia, si aprono nelle rocce sedimentarie dell\u2019era Secondaria.<\/strong><br \/>\n<strong>Queste rocce calcaree si sono formate in ambiente marino, per deposizione di sedimenti fini, tra circa 200 e 130 milioni di anni fa. In questo periodo si <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_18.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"600\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_18.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_18.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"151\" \/><\/a>sono depositati i sedimenti che hanno dato origine a gran parte delle rocce affioranti in Lessinia: Calcari grigi, Calcari Olitici\u00a0 e Rosso Ammonitici.<\/strong><br \/>\n<strong>Alla fine dell\u2019era Secondaria, 65 milioni di anni fa, inizio un pi\u00f9 lento e progressivo innalzamento dei fondali marini che port\u00f2 alla costituzione della catena alpina. Le rocce, esposte agli agenti atmosferici, iniziarono a subire reazioni di erosione e dissoluzione che portarono alla formazione di cavit\u00e0 e reticoli sotterranei molto estesi.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/grotte0004.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"600\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/grotte0004.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/grotte0004.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"151\" \/><\/a>La successiva erosione da parte dei corsi d\u2019acqua superficiali (progni) ha determinato l\u2019approfondimento delle valli, veri e propri \u201ccanyon carsici\u201d, con la messa allo scoperto di quelle antiche condotte sotterrane.<\/strong><br \/>\nARCHEOLOGIA (testo fornito da L. Salzani)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><strong>All\u2019interno della prima grotta , denominata \u201c<em>Coalo del <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/grotte_43.jpg\" data-lbwps-width=\"600\" data-lbwps-height=\"800\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/grotte_43.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/grotte_43.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"288\" \/><\/a>Diaolo<\/em>\u201d, esplorata nel 1936 furono rinvenuti il frammento di un\u2019ascia e alcuni pani di bronzo, che rappresentano il ripostiglio di un artigiano metallurgico, che qui li aveva nascosti verso la fine del II millennio a.C. (et\u00e0 del Bronzo recente).<\/strong><br \/>\n<strong>Nel secondo deposito archeologico denominato \u201c<em>Buso streto<\/em>\u201d (nome derivante dall\u2019esigua fenditura che costituisce l\u2019ingresso) sono stati rinvenuti cenere e carboni, frammisti a cocci, selci, punteruoli d\u2019osso e anche frammenti di calotta cranica appartenenti ad un individuo giovanile; questi ritrovamenti permettono una datazione risalente alla prima met\u00e0 del II millennio a.C. (antica et\u00e0 del Bronzo).<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019uso sepolcrale per deposizioni singole e multiple, <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_16.jpg\" data-lbwps-width=\"800\" data-lbwps-height=\"600\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_16.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_16.jpg\" alt=\"\" width=\"173\" height=\"130\" \/><\/a>secondo un rito diffuso in tutto l\u2019arco alpino durante l\u2019et\u00e0 del rame e l\u2019antica et\u00e0 del Bronzo, sembra l\u2019ipotesi pi\u00f9 plausibile del suo utilizzo. Alcuni cocci, trovati negli strati superficiali, documentano la frequentazione di questa grotticella anche durante l\u2019alto medioevo, probabilmente da pastori e da boscaioli.<\/strong><br \/>\n<strong>Questa documentazione rappresenta un\u2019ulteriore conferma dell\u2019interesse archeologico della zona, dove durante quasi tutto il II millennio a.C. (et\u00e0 del Bronzo) esisteva una comunit\u00e0 il cui insediamento probabilmente era posto sui pianori soprastanti i ripidi pendii in cui si trovano le grotte.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><strong>BIOSPELEOLOGIA<br \/>\n<strong>Le grotte sono \u201cambienti limite\u201d abitati da organismi che si sono evoluti nel tempo adattandosi all\u2019assenza di luce, all\u2019umidit\u00e0 elevatissima e ad un\u2019estrema scarsit\u00e0 di fonti alimentari. In <a href=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_14.jpg\" data-lbwps-width=\"600\" data-lbwps-height=\"800\" data-lbwps-srcsmall=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_14.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.maranovalpolicella.it\/parco\/grotte\/images\/ciacalda_14.jpg\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"202\" \/><\/a>conseguenza dell\u2019adattamento agli ambiti sotterranei, gli\u00a0 animali cavernicoli (insetti, millepiedi, ragni, crostacei, ecc.) sono depigmentati, ciechi e hanno antenne e zampe spesso molto allungate. Le grotte dei lessini ospitano numerose specie endemiche, presenti cio\u00e8 solo sull\u2019altipiano lessinico. Tra esse spicca il coleottero\u00a0<em>Italaphaenops dimaioi<\/em>, che con i suoi 15 mm. Di lunghezza \u00e8 il coleottero cavernicolo pi\u00f9 grande del mondo. Nei covoli di marno sono presenti alcune tra le pi\u00f9 caratteristiche specie troglobie dei Lessini, come il crostaceo isopode\u00a0<em>Androniscus degener<\/em>\u00a0e il millepiedi\u00a0<em>Trogloiulus boldorii<\/em>.<\/strong><br \/>\n<strong>Sulla dorsale che separa \u201c<em>Ciacalda<\/em>\u201d dalla valsorda, esistono altri siti di notevole interesse geologico e naturalistico; tra questi la \u201cSabionara\u201d, il \u201c<em>Coalo de la Veceta<\/em>\u201d, la \u201c<em>Grota dell\u2019Aloco<\/em>\u201d, \u201c<em>l\u2019Arco de Pio<\/em>\u201d, ed in particolare modo la \u201c<em>Sengia de Rotolin<\/em>\u201d dalla quale si pu\u00f2 ammirare la lussureggiante Valle dei Progni.<\/strong><\/strong><\/p>\n<h6 style=\"text-align: justify;\"><strong><strong><\/strong><br \/>\n(da depliant illustrativo a cura del Parco Naturale Regionale della Lessinia, Comunit\u00e0 Montana della Lessinia Comune di Marno, Pro Loco Marano Valpolicella: \u201c<em>Coalo del Diaolo\u201d e \u201cBusi streto\u201d. Viaggio nelle grotte di marno tra stalattiti e stalagmiti.\u201d.\u00a0<\/em>Edizione 2006<em>)<\/em><\/strong><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella parte alta del comune di Marano di Valpolicella, che d\u00e0 sulla Valle dei Progni, tra il &#8220;Rio Baiaghe&#8221; e la &#8220;Val Sorda&#8221;,\u00a0ci sono diverse grotte, molto interessanti. La zona fa gi\u00e0 parte del parco naturale della Lessinia, assieme alla Val Sorda \u00a0ed al Parco delle Cascate di Molina. 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