{"id":224,"date":"2012-12-08T19:53:26","date_gmt":"2012-12-08T18:53:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.valpolicella2000.it\/a\/?p=224"},"modified":"2012-12-08T19:57:59","modified_gmt":"2012-12-08T18:57:59","slug":"fumane-i-disturbi-respiratori-non-si-puo-incolpare-cementirossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maranovalpolicella.it\/valpolicella2000\/?p=224","title":{"rendered":"Fumane, \u00abI disturbi respiratori? Non si pu\u00f2 incolpare Cementirossi\u00bb"},"content":{"rendered":"<h2><strong>L\u2019ARENA\u00a0 del 07 dicembre<\/strong><strong>\u00a02012<\/strong><\/h2>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">FUMANE. Parla il direttore dell&#8217;Istituto di Epidemiologia dell&#8217;Universit\u00e0, curatore dell&#8217;indagine sanitaria sulla popolazione. Secondo il professor de Marco, il confronto dei dati sulla salute dei fumanesi con quelli di Mezzane non evidenzia differenze significative in termini di rischio per le malattie<\/h3>\n<div>\n<p>La Cementirossi: nel 2009 sesto produttore italiano di cemento<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/media.larena.it\/media\/2012\/12\/560019_71788_resize_526.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\" La Cementirossi: nel 2009 sesto produttore italiano di cemento \" src=\"http:\/\/media.larena.it\/media\/2012\/12\/560019_71788_resize_526.jpg\" alt=\" La Cementirossi: nel 2009 sesto produttore italiano di cemento \" width=\"190\" height=\"142\" \/><\/a><strong>Fumane.<\/strong>\u00a0Fumane non ha un&#8217;aria peggiore di altri paesi e i problemi di salute dei fumanesi, per quanto riguarda le vie respiratorie, non sono diversi da quelli di altre zone. E, soprattutto, non si possono addossare alla Cementirossi. Questa \u00e8 la conclusione dell&#8217;analisi compiuta dal professor Roberto de Marco, direttore del settore Epidemiologia clinica e Statistica medica dell&#8217;universit\u00e0 di Verona, sulla \u00abIndagine epidemiologica sullo stato di salute respiratoria della popolazione\u00bb fumanese, condotta dallo stesso docente insieme al ricercatore Alessandro Marcon e a un comitato scientifico. Un&#8217;indagine che merita un approfondimento perch\u00e8, se \u00e8 vero che nella prima parte, dedicata agli uner 14, come spiega il professor de Marco, \u00able conclusioni ci sono, \u00e8 nella seconda parte che aumentano i punti di domanda\u00bb tanto che \u00absi pu\u00f2 giocarla come si vuole: se si vuole dire che la situazione \u00e8 colpa del cementificio, si pu\u00f2 anche dirlo ma dal punto di vista scientifico \u00e8 uno studio troppo specifico per arrivare a conclusioni cos\u00ec nette\u00bb. \u00a0Una premessa: come sta scritto sulla relazione dell&#8217;universit\u00e0, \u00able evidenze attualmente disponibili sul livello di inquinamento prodotto dal cementificio di Fumane non segnalano emissioni superiori a quanto previsto dalla normativa vigente\u00bb. \u00a0I risultati finali saranno pubblicati nel 2013 ma quello che \u00e8 emerso fino ad oggi non permette di rispondere alla domanda iniziale: ci sono evidenze per affermare che la vicinanza al cementificio e l&#8217;esposizione a inquinanti atmosferici costituiscono un rischio per la salute dei fumanesi? Il gruppo di lavoro di Epidemiologia ha confrontato gli indicatori di salute di chi abita a Fumane con quelli di un idoneo comune, Mezzane di Sotto, con caratteristiche geo-demografiche ed economiche simili, eccetto che per la presenza del cementificio. \u00abA dare conferma della bont\u00e0 della nostra scelta\u00bb, continua De Marco, \u00absono stati i dati sulla mortalit\u00e0: nel periodo 1999-2000 i cittadini di Fumane e Mezzane hanno avuto una mortalit\u00e0, per tutte le cause, del tutto simile. Abbiamo iniziato dai soggetti in et\u00e0 pediatrica, cio\u00e8 dai 3 ai 14 anni. E l&#8217; indagine \u00e8 stata molto partecipata: il tasso di risposta \u00e8 del 90 per cento. \u00a0Quello che si evince da questa prima parte dell&#8217;indagine \u00e8 che i bambini di Fumane capoluogo hanno esclusivamente dei livelli di sintomi legati alle irritazioni agli occhi pi\u00f9 alti rispetto a quelle di Mezzane (vedi grafico sotto). Insomma, non c&#8217;\u00e8 grande differenza tra la salute dei bambini dei due capoluoghi\u00bb. Mentre la raccolta dati per la seconda parte dello studio procedeva a rilento (\u00abCon gli adulti\u00bb, ammette il ricercatore Marcon, \u00ababbiamo avuto difficolt\u00e0 e siamo arrivati a meno del 50 per cento di risposte\u00bb) \u00e8 stato fatto un altro studio, esclusivamente a Fumane. \u00a0\u00abIn collaborazione con le scuole\u00bb, spiega De Marco, \u00ababbiamo confrontato da una parte le assenze scolastiche e dall&#8217;altra la serie storica di giorni di inquinamento di PM10 (le polveri sottili). Risultato: a un aumento di PM10 viene associato un aumento di assenze. Questo vuol dire che la fonte di PM10 \u00e8 l&#8217;industria? Non lo sappiamo. Ci hanno detto: se voi aveste studiato la stessa cosa in centro a Verona, sareste arrivati alle stesse conclusioni. Ma una cosa \u00e8 dirlo in astratto; altra \u00e8 mostrare i dati. Tuttavia questo risultato \u00e8 solo un indicatore, non una misura vera di malattia. Quanto di questo \u00e8 imputabile, tanto o poco, all&#8217;inquinamento, che deriva, ricordiamolo, anche dal traffico e dagli impianti di riscaldamento? La nostra ricerca non ci d\u00e0 una risposta\u00bb. Nell&#8217;attesa dei dati della popolazione adulta, la sezione di Epidemiologia ha confrontato i ricoveri e il consumo di farmaci in soggetti adulti (dai 20 ai 75 anni) di nuclei familiari di Fumane, Mezzane e frazioni fumanesi, che vivono in alcune corti, residenti l\u00ec almeno dal 1999. \u00abAbbiamo notato\u00bb, illustra ancora De Marco, \u00abche a Fumane e nelle frazioni c&#8217;erano ricoveri per tutte le cause e patologie superiori a quelli di Mezzane, con un consumo superiore di farmaci. Ma anche qui, se guardiamo a fondo i dati (vedi box a lato), viene da chiedersi: la differenza nelle ospedalizzazioni e nel consumo di farmaci rispecchia una differenza di patologia nelle due popolazioni? A questa domanda risponderemo analizzando le risposte degli adulti, finora &#8211; dicevamo &#8211; arrivate al 50 per cento dei residenti. E poi, insieme all&#8217;Arpav faremo dei modelli per attribuire ai bimbi e agli adulti studiati una concentrazione media di esposizione ai fattori inquinanti del cementificio. Andremo a vedere se a una esposizione giornaliera agli ossidi di azoto (NOx) corrispondono incrementi nei sintomi. E saremo in grado di dare risposte definitive\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giulio Brusati<\/strong><\/p>\n<h2>Nessun allarme per i ragazzi under 14<\/h2>\n<p>IL CASO. Asma, tosse, rinite e irritazioni oculari: gli specialisti hanno analizzato il 90 per cento dei giovanissimi<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto ai bambini di Mezzane di Sotto, quelli di Fumane (3-14 anni) non hanno riportato eccessi di asma o rinite allergica nel corso della vita, n\u00e9 eccessi di sintomi asmatiformi o irritativi, ad eccezione di alcuni sintomi a carico dell&#8217;occhio (vedi grafico). \u00c8 questo il risultato della prima parte dell&#8217;indagine condotta dal team di de Marco. \u00abLa via respiratoria \u00e8 la prima via, il primo organo ad essere colpito dall&#8217;inquinamento\u00bb, spiega il professore. \u00abE se gli adulti sono esposti da anni, per sapere se oggi l&#8217;aria di Fumane \u00e8 inquinata, abbiamo analizzato la salute dei bimbi, che rappresentano il presente. Li abbiamo divisi in tre gruppi: Fumane capoluogo, Mezzane di Sotto e frazioni di Fumane. Perch\u00e8 le frazioni? Perch\u00e8, almeno teoricamente, sono pi\u00f9 in alto rispetto al centro del paese e dunque lontane dall&#8217;inquinamento. E i bambini di Fumane, rispetto a quelli di Mezzane, denunciano una maggiore irritazioni agli occhi. Per tutto il resto &#8211; cio\u00e8 per tosse, catarro, irritazione naso e gola, asma e rinite, che sono pi\u00f9 importati per il nostro target &#8211; non ci sono differenze statisticamente significative. Gli altri sintomi non sono diversi da Mezzane. Nelle frazioni, che nel nostro grafico sono in rosso, possiamo notare i pi\u00f9 bassi livelli di sintomatologia rispetto sia a Fumane che a Mezzane. Che, detta in un altro modo, suona ovvia ma \u00e8 vera: i bimbi che stanno pi\u00f9 in alto, in montagna, respirano meglio e hanno meno malattie dell&#8217;apparato respiratorio\u00bb. Le conclusioni di De Marco, che sono poi le conclusioni definitive della prima parte della ricerca &#8211; quella conclusa &#8211; stabiliscono che a Fumane, oggi, si respira quasi come a Mezzane. \u00abL&#8217;indagine sui bambini\u00bb, conferma, \u00abci ha detto che non c&#8217;\u00e8 grande differenza tra la salute dei bambini dei due capoluoghi, ad esclusione dei sintomi di irritazioni agli occhi. I risultati escludono grossi rischi: l&#8217;irritazione non \u00e8 nulla di particolarmente grave\u00bb.G.BR.<\/p>\n<h2>Nelle frazioni crescono ricoveri e uso dei farmaci<\/h2>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abUn analisi sorprendente con risultati a tratti inquietanti\u00bb. Il professor De Marco va a fondo della parte dell&#8217;indagine epidemiologica che riguarda ospedalizzazioni e consumo di farmaci in alcune corti selezionate di Fumane, Mezzane e frazioni fumanesi. \u00abAbbiamo visto che i ricoveri dei fumanesi per tutte le cause erano superiori a quelli di Mezzane. Il problema \u00e8 che ci aspettavamo che gli abitanti del capoluogo, per la presenza del cementificio, avessero pi\u00f9 ricoveri per patologie respiratorie e soprattutto che ne avessero di pi\u00f9 degli abitanti delle frazioni. Invece ci siamo trovati a notare che i fumanesi delle frazioni erano ricoverati di pi\u00f9, con differenze notevoli\u00bb. Le cifre parlano chiaro: per tutte le diagnosi l&#8217;1,75 per cento \u00e8 il tasso di ricovero nelle frazioni, contro l&#8217;1.48 del capoluogo. Addirittura per diagnosi come le ostruzioni delle vie respiratorie i tassi sono dell&#8217;1,41 per cento nelle frazioni contro lo 0,54. E per le malattie del sistema respiratorio il confronto d\u00e0 l&#8217;1,65 contro l&#8217;1,06. Per le infezioni respiratorie acute, si va all&#8217;ospedale, dalle frazioni, con un tasso del 2,78 contro l&#8217;1,71 del capoluogo. \u00abInsomma\u00bb, riflette De Marco, \u00abnelle frazioni, dove i bimbi respirano meglio, troviamo che gli adulti vengono ricoverati all&#8217;ospedale di pi\u00f9, e per malattie del sistema respiratorio. Di fronte a questi dati, allora, ci siamo chiesti se non c&#8217;entrasse l&#8217;inquinamento quanto le diverse tendenze delle Asl. Cio\u00e8 questo eccesso riflette l&#8217;andamento generale dell&#8217;Asl di riferimento. E non dimentichiamoci dell&#8217;ospedale di Negrar, che magari attira di pi\u00f9 gli abitanti delle frazioni. Ci sono cose che non quadrano, dunque, e non sono associabili a un fattore di inquinamento. \u00c8 un allarme ma non interpretabile direttamente come effetto dell&#8217;esposizione alle polveri sottili. Probabile che i ricoveri maggiori derivino da abitudini diverse e differenti gestioni ospedaliere\u00bb.G.BR.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ARENA\u00a0 del 07 dicembre\u00a02012 FUMANE. Parla il direttore dell&#8217;Istituto di Epidemiologia dell&#8217;Universit\u00e0, curatore dell&#8217;indagine sanitaria sulla popolazione. 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