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La Torre

Situata in località Torre di Valgatara, villa Nuvoloni si compone di palazzo padronale e di annessi rustici disposti attorno a un’ampia corte recintata di muro. Il complesso ha tuttavia subìto pesanti alterazioni e mutilazioni che ne rendono difficoltosa la restituzione della conformazione originaria.
Si accede alla corte tramite un portale ridotto a pochi lacerti, dai quali emergono forme sei o settecentesche, caratterizzate da pilastri di vigorose bugne a placche rustiche, alternate a dente di sega a bugne più lisce. Più sopra si trovano due piccole volute di raccordo tra i pilastri e il muro di recinzione. L’ingresso era custodito da una torre-colombaia a se stante, ora mozzata, e sul lato di sinistra della corte sono visibili i resti di una barchessa a tre campate di pilastri e archi bugnati, ora occlusi.

Con le lottizzazioni di questi ultimi decenni la Torre è diventata parte integrante di Valgatara.

  altitudine 195 metri s.m.

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1. Origini medievali e primi proprietari

Il complesso trae il nome da una “domus dicta la Torre”, citata nel 1473 e ormai scomparsa, situata «in ora Vieti». Questa antica casa-torre fu venduta da Francesco dalla Seta ai fratelli Guantieri, che avviarono la prima trasformazione del sito.

 

2. La fase cinquecentesca: la casa padronale dei Guantieri

Ai Guantieri si attribuisce la costruzione della casa padronale del XVI secolo, oggi inglobata nell’angolo nord‑ovest della corte. Conforti la descrive come un edificio rettangolare con vano passante alla veneta, facciata simmetrica e finestre con bugne rustiche, tipiche del Rinascimento veneto.

 

3. Il passaggio ai Cattani

Non è chiaro come i beni passarono ai Cattani, ma probabilmente per via ereditaria attraverso Isabetta Taddio de Guanteri. Un documento del 1561 elenca le proprietà di Fioravante Cattani, includendo:

  • casa padronale

  • colombara

  • terreni prativi e arativi

  • mulino terragno

  • torcolo da olio con lavello per lavare le “bagade”

  • opere idrauliche per regolare il progno

I Cattani erano una famiglia di banchieri e uomini pubblici veronesi, attivi in numerose magistrature e presenti in vari distretti del territorio.

 

4. Il passaggio ai Brentaroli (1633)

Nel 1633 Fioravante Cattani vendette il complesso a Giovanni Brentaroli, mercante di San Nazaro. La proprietà comprendeva:

  • torcolo da olio con centenari in pietra

  • mulino

  • portego, orto, cantine

  • brolo

  • attrezzature agricole

Nel 1652 l’Estimo Provvisorio descrive una possessione di 85 campi, con vigne, morari, prati irrigui, oliveti e terreni montuosi: un tipico paesaggio agrario della Valpolicella valliva.

 

5. La mappa di Alvise Scola (1660)

La mappa mostra l’ingresso della corte sul lato ovest, vicino al progno, con:

  • mulino alimentato dal “Dugal delle fontane”

  • casa del molinaro

  • torchio da uva

  • pozzo

  • brolo

  • casa per il lavorente

 

6. Il passaggio ai Nuvoloni (1673)

Nel 1673 Giuseppe Brentaroli vendette la proprietà a Pietro Nuvoloni per 9.500 ducati. L’inventario cita anche:

  • quadri, mobili, botti

  • vasi di agrumi (cedri, limoni, gelsomini di Spagna)

  • piedistalli in pietra

Segno di una villa signorile con giardino ornamentale.

Nel 1779 la proprietà è ancora dei Nuvoloni, ma la divisione ereditaria tra i vari figli segna l’inizio della decadenza del complesso.

 

7. Dal XIX al XX secolo: declino e frammentazione

Nei secoli successivi la villa passa attraverso vari proprietari, tra cui gli Accordini, e subisce:

  • frazionamenti

  • perdita di unità funzionale

  • ristrutturazioni parziali

  • progressivo degrado della casa dominicale

L’antica villa, un tempo dotata di giardino con agrumi e strutture produttive integrate, perde progressivamente la sua dignità architettonica.

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